Viva il Pd contro l’antisemitismo di destra. Ma il resto?

Ci piacerebbe che i dem fossero altrettanto svelti d’occhi da registrare, ad esempio, la quantità di insulti che si sta beccando in questi giorni Erri De Luca. Oppure, avesse il coraggio di dire qualcosa agli organizzatori del Roma Pride, che hanno escluso le organizzazioni Lgbtqia+ ebraiche

28 MAG 26
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Foto Ansa

Con fulminea reattività politica che manco Tommaso, il famoso nipote di Cacciari, il Pd tutto si è scagliato contro gli insulti agli ebrei emersi da una chat di Fratelli d’Italia in Trentino. L’ex consigliere comunale di Trento Cristian Zanetti avrebbe scritto: “Peggio degli ebrei non so cosa possa esserci” et similia. Subito Elly Schlein ha tuonato: “Meloni condanni e prenda provvedimenti”; Debora Serracchiani si è indignata: chi usa “termini a dir poco antisemiti” non può stare nelle istituzioni. Non possiamo che condividere ed essere grati al Pd per la forza e la tempestività della condanna dell’antisemitismo. Poi, sommessamente, ci piacerebbe che il Pd fosse altrettanto svelto d’occhi da registrare ad esempio la quantità di insulti antisemiti che si sta beccando in questi giorni Erri De Luca. Oppure, fatto più grave perché più vicino alle istituzioni, avesse il coraggio di dire qualcosa agli organizzatori del Roma Pride, che hanno escluso le organizzazioni Lgbtqia+ ebraiche. Anna Paola Concia ha chiesto a Schlein e Gualtieri di prendere posizione “verso questa vergogna. Il Roma Pride non è di proprietà di nessuno”. Nulla da dire sulla esclusione di cittadini italiani “in quanto ebrei”? Il sindaco ha confermato il patrocinio del Comune. Non tutte l’antisemitismo va condannato allo stesso modo.