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di Maurizio Crippa

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Contro Mastro Ciliegia

Senza buoni samaritani

A Roma un ragazzino di 13 anni si è buttato dalla finestra. Qualche isolato più in là, una giovane di 23 anni è caduta nella tromba delle scale del suo palazzo. Davanti a tragedie così non c’è da fare la solita predica sulle responsabilità, c'è da tacere

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17 APR 26
Ultimo aggiornamento: 06:03 PM
Immagine di Senza buoni samaritani

Foto di Vatican News/LaPresse

Hanno fatto il giro del mondo le immagini di Papa Leone in Africa, che abbraccia bambini poveri, malati, forse abbandonati. Molti hanno evocato l’immagine evangelica, “il buon samaritano”. Qualche nostalgico, forse, “l’ospedale da capo” caro a Papa Francesco. Immagini commoventi, simboliche di un problema grave in ogni luogo e in ogni umanità. L’assenza di “buoni samaritani”, di adulti che si prendono cura, è problema grave anche alle nostre latitudini. Due notizie da Roma nel giro di poche ore, entrambe, dai quartieri nord, quelli dove i drammi della povertà e dell’esclusione dovrebbero essere più lontani. E questo colpisce ancora di più. Un ragazzino di tredici anni si è gettato dalla finestra di casa. Ha lasciato un biglietto: “Sono stanco della scuola”. Qualche isolato più in là una giovane di 23 anni è caduta nella tromba delle scale del suo palazzo. Forse, perché non poteva reggere il peso di una laurea annunciata, ma che non sarebbe arrivata. Davanti a tragedie così non c’è da fare la solita predica sulle responsabilità. C’è da tacere, e sperare che i ragazzi come loro per la strada incontrino dei buoni samaritani. 

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"Maurizio Crippa, vicedirettore, è nato a Milano un 27 febbraio di rondini e primavera. Era il 1961. E’ cresciuto a Monza, la sua Heimat, ma da più di vent’anni è un orgoglioso milanese metropolitano. Ha fatto il liceo classico e si è laureato in Storia del cinema, il suo primo amore. Poi ci sono gli amori di una vita: l’Inter, la montagna, Jannacci e Neil Young. Lavora nella redazione di Milano e si occupa un po’ di tutto: di politica, quando può di cultura, quando vuole di chiesa. E’ felice di avere due grandi Papi, Francesco e Benedetto. Non ha scritto libri (“perché scrivere brutti libri nuovi quando ci sono ancora tanti libri vecchi belli da leggere?”, gli ha insegnato Sandro Fusina). Insegue da tempo il sogno di saper usare i social media, ma poi grazie a Dio si ravvede.

E' responsabile della pagina settimanale del Foglio GranMilano, scrive ogni giorno Contro Mastro Ciliegia sulla prima pagina. Ha una moglie, Emilia, e due figli, Giovanni e Francesco, che non sono più bambini"