Lasciateci le mummie, fanno ridere

Le parole del mitico direttore del Museo Egizio di Torino sembrano indicare la strada: il politicamente corretto è arrivato anche nell'egittologia. Ridiamo almeno con le pubblicità

16 APR 26
Immagine di Lasciateci le mummie, fanno ridere
Gira da un po’ in tv lo spot di una famosa carta igienica, fa ridere perché è bizzarro. C’è una mummia tutta bendata come nei film anni Cinquanta che gira per la città (Milano, of course) danzando allegra sulle note di Stayin’ Alive. Finché entra in un supermercato e compra il prodotto, forse per rifarsi la bendatura. Lo spot è divertente perché fuori contesto, surreale. Giochino facile, allude all’eternità della Mummia e insieme a quella del prodotto, con l’aiutino dei Bee Gees. Le mummie non fanno paura, chi non ha mai partecipato a una festa di compleanno senza il gioco di arrotolare una vittima nella carta igienica? Forse lo facevano persino nelle orge di Epstein. Fa parte delle nostre bambinate. Ieri però c’era sul Corriere una bella intervista a Christian Greco, il mitico direttore del Museo Egizio di Torino, uno bravissimo. Ma a un certo punto dice: “Non chiamiamole più mummie, sarebbe più rispettoso parlare di ‘resti umani’. L’etica della loro esposizione è un grande tema. Sono persone che come noi hanno vissuto, pianto, sofferto, riso”. L’etica dell’esposizione di manufatti di tremila anni fa? Il politicamente corretto più fuori moda è arrivato persino nell’egittologia? Le mummie sono oggetti che fanno ridere, non toglieteci pure quelle. Stayin’ Alive