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di Maurizio Crippa

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contro mastro ciliegia

Le rotte degli scafisti, delle ong e quelle dell’amore

A Palermo il matrimonio tra Alaa Faraj, ex scafista condannato per il naufragio del 2015, e Alessandra Sciurba, attivista dei diritti umani, nemica giurata di allora. Un’unione simbolica tra mondi opposti

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15 APR 26
Immagine di Le rotte degli scafisti, delle ong e quelle dell’amore

Il mare Mediterraneo al largo della Libia (AP Photo/Renata Brito)

Le rotte dell’amore sono infinite, almeno quanto quelle delle ong che solcano il Mediterraneo. Per non parlare di quelle degli scafisti, che su quel mare tracciano linee inverse, nemiche. Ma alla fine che importa, tanto le uniche davvero infinite sono le vie del Signore, che Dio perdona a tutti, come dice Pif. Crêuze de mä che si confondono, barconi dei destini incrociati, meraviglie che fa la vita. Ad esempio la storia di Alaa Faraj, oggi 31enne, originario della Libia, all’Ucciardone da dieci anni per “omicidio plurimo colposo e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina”: era uno degli scafisti del naufragio che nel 2015 provocò 49 morti. L’anno scorso Mattarella gli ha concesso la grazia parziale (nel 2015 era un ragazzo, ma allora il nome riportato era Hamad Abdelkarim) gliene restano ancora nove da fare. Intanto la vita cambia, Faraj a giugno sposerà Alessandra Sciurba, docente dei diritti umani e attivista, ex presidente della ong Mediterranea saving humans, insomma la nemica giurata di allora: si sono conosciuti in carcere. A celebrare le nozze, nella chiesa San Gaetano a Brancaccio, la chiesa di don Pino Puglisi, saranno un imam e l’arcivescovo di Palermo Corrado Lorefice. Perché le rotte del mare e dell’amore sono infinite, ma le strade di Dio raddoppiano pure.

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"Maurizio Crippa, vicedirettore, è nato a Milano un 27 febbraio di rondini e primavera. Era il 1961. E’ cresciuto a Monza, la sua Heimat, ma da più di vent’anni è un orgoglioso milanese metropolitano. Ha fatto il liceo classico e si è laureato in Storia del cinema, il suo primo amore. Poi ci sono gli amori di una vita: l’Inter, la montagna, Jannacci e Neil Young. Lavora nella redazione di Milano e si occupa un po’ di tutto: di politica, quando può di cultura, quando vuole di chiesa. E’ felice di avere due grandi Papi, Francesco e Benedetto. Non ha scritto libri (“perché scrivere brutti libri nuovi quando ci sono ancora tanti libri vecchi belli da leggere?”, gli ha insegnato Sandro Fusina). Insegue da tempo il sogno di saper usare i social media, ma poi grazie a Dio si ravvede.

E' responsabile della pagina settimanale del Foglio GranMilano, scrive ogni giorno Contro Mastro Ciliegia sulla prima pagina. Ha una moglie, Emilia, e due figli, Giovanni e Francesco, che non sono più bambini"