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di Maurizio Crippa

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Contro Mastro Ciliegia

La sindrome di Reggio

Mentre Starmer ha vietato a Kanye West l’ingresso in Gran Bretagna per un concerto, Reggio Emilia, non contenta dell’umiliazione subita per il tramite del suo bravo sindaco, Marco Massari, zittito da Francesco Albanese, ha confermato la presenza del rapper nazistoide e antisemita al Campovolo

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9 APR 26
Immagine di La sindrome di Reggio

Kanye West. Foto LaPresse

Imparare dai propri errori è doloroso ma spesso utile; non imparare invece rischia di assomigliare alla sindrome di Stoccolma. O di Reggio Emilia, potremmo anche dire. Non contenta, l’amministrazione cittadina e vorremmo poter dire tutta la città, dell’umiliazione subita per il tramite del suo bravo sindaco, Marco Massari, zittito e schernito da Francesca Albanese che tra le urla sguaiate di platea gli vietava di pronunciare la parola “ostaggi” per gli ebrei rapiti da Hamas, ha deciso di ricascarci. Il bravo Starmer l’altro giorno ha vietato l’ingresso in Gran Bretagna per un concerto a Kanye West, rapper nazistoide e antisemita: “Questo governo è fermamente al fianco della comunità ebraica e non ci fermeremo nella nostra lotta per contrastare e sconfiggere il veleno”. Un buon assist anche per Reggio Emilia, che invece ha confermato un concerto del nazi rapper al Campovolo. Del resto l’Hellwatt Festival era stato presentato in pompa magna alla presenza del sindaco, Kanye quel che Kanye. Stavolta non conta neppure che Adelmo Cervi, figlio di Aldo, uno dei sette fratelli fucilati dai nazifascisti, abbia detto: “Uno che gira con delle svastiche non è degno di cantare da nessuna parte”. Se c’entrano gli ebrei, la sindrome di Reggio è un veleno senza antidoti. 

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"Maurizio Crippa, vicedirettore, è nato a Milano un 27 febbraio di rondini e primavera. Era il 1961. E’ cresciuto a Monza, la sua Heimat, ma da più di vent’anni è un orgoglioso milanese metropolitano. Ha fatto il liceo classico e si è laureato in Storia del cinema, il suo primo amore. Poi ci sono gli amori di una vita: l’Inter, la montagna, Jannacci e Neil Young. Lavora nella redazione di Milano e si occupa un po’ di tutto: di politica, quando può di cultura, quando vuole di chiesa. E’ felice di avere due grandi Papi, Francesco e Benedetto. Non ha scritto libri (“perché scrivere brutti libri nuovi quando ci sono ancora tanti libri vecchi belli da leggere?”, gli ha insegnato Sandro Fusina). Insegue da tempo il sogno di saper usare i social media, ma poi grazie a Dio si ravvede.

E' responsabile della pagina settimanale del Foglio GranMilano, scrive ogni giorno Contro Mastro Ciliegia sulla prima pagina. Ha una moglie, Emilia, e due figli, Giovanni e Francesco, che non sono più bambini"

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