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di Maurizio Crippa

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Contro Mastro Ciliegia

Meno social più atomica

Davanti alle minacce di distruzione di "un'intera civiltà" non ci restano che le nostre piccole apocalissi quotidiane. Le soluzioni degli “esperti” funzionano tali e quali di quelle degli intenditori di geopolitica: cioè niente

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8 APR 26
Immagine di Meno social più atomica

© foto Ansa

"Certo le circostanze non sono favorevoli / e quando mai”, dice una splendida vecchia canzone di Giovanni Lindo Ferretti. Certi giorni poi. Difficile immaginarsi un tema da segnalare, da commentare, o meglio da interrogare mentre si pensa che domani mattina non avrà nessun senso. Perché “un’intera civiltà” forse è finita davvero, ieri notte. Nel frattempo ci restano le nostre piccole apocalissi quotidiane, drammi infinitamente più piccoli ma che valgono le bombe atomiche. Ad esempio l’ennesimo diciassettenne che l’altra notte ha ucciso a mazzate e coltello un altro ragazzo ventenne a Crema, pure i nomi ci si mettono a prenderci in giro; mentre un quindicenne ad Arezzo è indagato perché si allenava ad accoltellare un cuscino. Forse la civiltà è già finita qualche tempo prima. E le soluzioni degli “esperti” funzionano tali e quali di quelle degli esperti di geopolitica: cioè niente. Ad esempio lo psicoanalista e professore onorario di Psicopatologia dello sviluppo alla Sapienza, Massimo Ammaniti, quello che una settimana fa sosteneva che non serve a nulla punire i ragazzi che accoltellano la gente, ora intervistato sul divieto dei social per gli under 15 si dice “favorevolissimo. Proteggiamo i nostri ragazzi”. I social no, ma la fine della civiltà va bene così. Notte. 

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"Maurizio Crippa, vicedirettore, è nato a Milano un 27 febbraio di rondini e primavera. Era il 1961. E’ cresciuto a Monza, la sua Heimat, ma da più di vent’anni è un orgoglioso milanese metropolitano. Ha fatto il liceo classico e si è laureato in Storia del cinema, il suo primo amore. Poi ci sono gli amori di una vita: l’Inter, la montagna, Jannacci e Neil Young. Lavora nella redazione di Milano e si occupa un po’ di tutto: di politica, quando può di cultura, quando vuole di chiesa. E’ felice di avere due grandi Papi, Francesco e Benedetto. Non ha scritto libri (“perché scrivere brutti libri nuovi quando ci sono ancora tanti libri vecchi belli da leggere?”, gli ha insegnato Sandro Fusina). Insegue da tempo il sogno di saper usare i social media, ma poi grazie a Dio si ravvede.

E' responsabile della pagina settimanale del Foglio GranMilano, scrive ogni giorno Contro Mastro Ciliegia sulla prima pagina. Ha una moglie, Emilia, e due figli, Giovanni e Francesco, che non sono più bambini"

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