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di Maurizio Crippa

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Contro Mastro Ciliegia

Un paese per Dzeko

Dopo il video con i giocatori italiani che esultano all’eliminazione del Galles, l'attaccante della Bosnia-Erzegovina, che tenterà di fare lo sgambetto agli azzurri sulla via dei Mondiali di calcio, ha dato una lezione di buon senso: "Nessun problema. Con i social serve intelligenza, perché ogni cosa può scivolare da un’altra parte"

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31 MAR 26
Immagine di Un paese per Dzeko

Edin Dzeko EPA/AMER KAJMOVIC BOSNIA AND HERZEGOVINA OUT


Non vorremmo aprire un’altra volta l’irrisolvibile questione se siano i social a fare male ai giovani, o se invece siano i giovani a usare male i social. Ma un’indicazione per nulla peregrina, anzi piena di buon senso e segno di un cervello che non si lascia condizionare, ce l’ha regalata Edin Džeko, splendido fuoriclasse quarantenne e capitano della Bosnia-Erzegovina che stasera tenterà di fare lo sgambetto agli azzurri sulla via dei Mondiali di calcio. Sapete tutti di quella cretinissima storia del video (cretinissimo) con i giocatori italiani che esultano all’eliminazione del Galles. Bene, richiesto di commento, il saggio fuoriclasse Edin ha risposto: “L’esultanza di Dimarco e di altri dopo i rigori di Cardiff? Nessun problema, anch’io non volevo giocare con l’Italia”. E ha proseguito: “Al giorno d’oggi con i social serve intelligenza, perché ogni cosa può scivolare da un’altra parte. Ci vuole attenzione. Tutti abbiamo visto cosa è successo, e tutto viene ingigantito. Dimarco mi ha scritto che non voleva offendere nessuno, gli ho risposto: ma di che parliamo? Non ci sono problemi”. Forse l’unica soluzione è diventare grandi. E anche smetterla di fare i giornali come se si fosse adolescenti su Telegram. 

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"Maurizio Crippa, vicedirettore, è nato a Milano un 27 febbraio di rondini e primavera. Era il 1961. E’ cresciuto a Monza, la sua Heimat, ma da più di vent’anni è un orgoglioso milanese metropolitano. Ha fatto il liceo classico e si è laureato in Storia del cinema, il suo primo amore. Poi ci sono gli amori di una vita: l’Inter, la montagna, Jannacci e Neil Young. Lavora nella redazione di Milano e si occupa un po’ di tutto: di politica, quando può di cultura, quando vuole di chiesa. E’ felice di avere due grandi Papi, Francesco e Benedetto. Non ha scritto libri (“perché scrivere brutti libri nuovi quando ci sono ancora tanti libri vecchi belli da leggere?”, gli ha insegnato Sandro Fusina). Insegue da tempo il sogno di saper usare i social media, ma poi grazie a Dio si ravvede.

E' responsabile della pagina settimanale del Foglio GranMilano, scrive ogni giorno Contro Mastro Ciliegia sulla prima pagina. Ha una moglie, Emilia, e due figli, Giovanni e Francesco, che non sono più bambini"