Un tocco di Glenda Jackson

E' stata l'icona perfetta degli anni 70 inglesi e di una cambiamento radicale nel raccontare le donne, degli uomini, dell'amore, del sesso, della libertà. Poi lasciò tutto per fare la deputata del Labour
16 GIU 23
Ultimo aggiornamento: 04:27
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Quando alla fine di Un tocco di classe George Segal in un secondo di malinconia, o in due già di svagato chissenefrega, la guarda andarsene giù sotto casa, in cerca di un taxi, Glenda Jackson era già tutto quello che la sua generazione, e noi ancora pischelli che quei film avremmo visto dopo, doveva sapere sulle donne. Sull’amore, il sesso, la libertà e tutto quello che sarebbe accaduto. Aveva 37 anni e l’Oscar che vinse era già il suo secondo, tre anni prima era stato per per Donne in amore di Ken Russell, altro trattato generale in materia. E altre due candidature in quegli anni, a dimostrazione che quella sua certa idea dell’Inghilterra molto free e ra il riferimento, in quegli anni di rivoluzione mondiale (ricordarsi, invece di stare a parlare sempre della misoginia del Cav.). E poi infinito teatro, Old Vic e non solo, l’ironia e la durezza del suo viso per nulla canonico, per molti magnetico. Poi a un certo punto piantò lì, perché la via è una e non la si può consegnare a una sola passione. La politica, l’altra. Chiuse la carriera per il suo Labour. Nel 1992 è ai Comuni, e per più legislature: ministra ombra dei Trasporti, altro che la cultura. Fino al 2015, per motivi d’età. L’età in cui è tornata ancora, qualche volta, trionfalmente in scena. E’ morta ieri, nella sua casa di Londra.