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di Maurizio Crippa

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Contro Mastro Ciliegia

Un tocco di Glenda Jackson

E' stata l'icona perfetta degli anni 70 inglesi e di una cambiamento radicale nel raccontare le donne, degli uomini, dell'amore, del sesso, della libertà. Poi lasciò tutto per fare la deputata del Labour
di
16 JUN 23
Immagine di Un tocco di Glenda Jackson

Archivio LaPresse

Quando alla fine di Un tocco di classe George Segal in un secondo di malinconia, o in due già di svagato chissenefrega, la guarda andarsene giù sotto casa, in cerca di un taxi, Glenda Jackson era già tutto quello che la sua generazione, e noi ancora pischelli che quei film avremmo visto dopo, doveva sapere sulle donne. Sull’amore, il sesso, la libertà e tutto quello che sarebbe accaduto. Aveva 37 anni e l’Oscar che vinse era già il suo secondo, tre anni prima era stato per per Donne in amore di Ken Russell, altro trattato generale in materia. E altre due candidature in quegli anni, a dimostrazione che quella sua certa idea dell’Inghilterra molto free e ra il riferimento, in quegli anni di rivoluzione mondiale (ricordarsi, invece di stare a parlare sempre della misoginia del Cav.). E poi infinito teatro, Old Vic e non solo, l’ironia e la durezza del suo viso per nulla canonico, per molti magnetico. Poi a un certo punto piantò lì, perché la via è una e non la si può consegnare a una sola passione. La politica, l’altra. Chiuse la carriera per il suo Labour. Nel 1992 è ai Comuni, e per più legislature: ministra ombra dei Trasporti, altro che la cultura. Fino al 2015, per motivi d’età. L’età in cui è tornata ancora, qualche volta, trionfalmente in scena. E’ morta ieri, nella sua casa di Londra.

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"Maurizio Crippa, vicedirettore, è nato a Milano un 27 febbraio di rondini e primavera. Era il 1961. E’ cresciuto a Monza, la sua Heimat, ma da più di vent’anni è un orgoglioso milanese metropolitano. Ha fatto il liceo classico e si è laureato in Storia del cinema, il suo primo amore. Poi ci sono gli amori di una vita: l’Inter, la montagna, Jannacci e Neil Young. Lavora nella redazione di Milano e si occupa un po’ di tutto: di politica, quando può di cultura, quando vuole di chiesa. E’ felice di avere due grandi Papi, Francesco e Benedetto. Non ha scritto libri (“perché scrivere brutti libri nuovi quando ci sono ancora tanti libri vecchi belli da leggere?”, gli ha insegnato Sandro Fusina). Insegue da tempo il sogno di saper usare i social media, ma poi grazie a Dio si ravvede.

E' responsabile della pagina settimanale del Foglio GranMilano, scrive ogni giorno Contro Mastro Ciliegia sulla prima pagina. Ha una moglie, Emilia, e due figli, Giovanni e Francesco, che non sono più bambini"