Una fidanzata per Leonardo, Genio Gay

Va bene, "è della fiction il fin la meraviglia". Ma inventare un amore femminile, seppur platonico, per Leonardo da Vinci, forse il primo e più famoso artista gay del Rinasciemento (Freud dixit) fa un po' ridere. O meglio, fanno ridere i tic di genere, anche se ribaltati
25 MAR 21
Ultimo aggiornamento: 05:07
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Foto Ansa

Di ritorno dai fasti di Sanremo, Matilde De Angelis è planata martedì sera, con tanto di ali, sul Rinascimento versione Rai1 e nella vita di Leonardo. Nella serie fiction (anzi un “crime mistery”, ci tengono a precisare i produttori, sia mai che la confondano con un banale biopic) dedicata al Genio da Vinci. Le ali, dacché Leonardo aveva quel sogno infantile e ossessivo, il nibbio sulla sua culla. Matilde interpreta questa Caterina da Cremona, che nel racconto è amica e amore dell’artista, però platonico: insieme giacciono ma non consumano, e non soltanto perché è una serie Lux Vide. Caterina non c’è prova che sia esistita: ma si sa, è della fiction il fin la meraviglia. Però la cosa che meraviglia di più è un’altra. Sulla scorta delle analisi del buon Freud, e di tanti altri studiosi, una delle poche cose certe che sappiamo dell’uomo Leonardo è la sua omosessualità, per quanto sublimata (secondo Freud). Allora perché mai inventargli un amore femminile? Certo, c’è subito nelle prime scene il processo per sodomia che Leonardo subì a Firenze e un bacio omo ma casto, come si addice a Rai1. Ma in un’epoca tanto attenta alle questioni sessuali, inventare un amore femminile per il più famoso Genio gay della storia è buffo. I tic di genere fanno ridere, anche quando li ribalti nel loro contrario.