Lo Spazio di Israele
Dietro il lancio della sonda spaziale israeliana Bereshit c'è la forza di un popolo che ha la memoria lunga e gli occhi che sognano lontano

Il direttore dell'agenzia aerospaziale israeliana Opher Doron alla presentazione del nuovo razzo (Foto LaPresse)
C’è una volontà di andare, portandosi dietro chi si è, che è dentro a tutto un popolo che ha la memoria lunga e gli occhi che sognano lontano. Dentro “Genesi” c’è infatti una “macchina del tempo” (ci crediate o no) digitale, con 50 milioni di pagine di dati, l’intera Bibbia, un memoriale dei sopravvissuti della Shoah, l’inno e la bandiera e la dichiarazione di indipendenza israeliana. Andrà nel Mare della tranquillità, non alla minacciosa scoperta della dark side of the moon come fanno i cinesi. E chissà se troverà una Terra Promessa di scorta, come cercano di fare in Alaska nel Sindacato dei poliziotti yiddish di Michael Chabon, perché non si sa mai. Ma adesso che a molti qui, sul nostro pianeta senza fantasia, sta montando la voglia insana di scacciarli ancora, l’orgoglio di cercare il Pianeta Promesso nello spazio è ancora più bello.