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di Maurizio Crippa

Salvini, l'amicone di Facebook. E' tutta propaganda

Più la spari grossa, più ti mettono i like
di
22 FEB 18
Ultimo aggiornamento: 08:42 PM
Immagine di Salvini, l'amicone di Facebook. E' tutta propaganda

Matteo Salvini al mercato di Piazzale Lagosta (LaPresse)

Non abbiamo fatto in tempo ad abituarci all’idea che Mark Zuckerberg è ormai una faccia piena di pugni. Non abbiamo fatto in tempo a dire che Facebook è una minaccia e può taroccare le elezioni persino in Italia (ma per questo bastava Rosato, in verità). Non abbiamo fatto in tempo a leggere tutti gli allarmi sui troll e i finti profili che diffondono il verbo sovranista, che arriva lui, Matteo Salvini, l’amicone di Facebook. Ha accusato il Parlamento europeo, non che lo frequenti di frequente, e ha tuonato: mentre la gente in Europa muore di fame (e vabbè, conta la percezione) “voi avete inventato il Ministero della Propaganda: il bavaglio su Facebook”. Perché, per lui, Fb è più importante del pane, è il pane e il companatico e il contenuto stesso della politica. E la politica è: più la spari grossa, più ti mettono i like. Si sa che è la star dei social (del resto ne sa una più del diavolo, su come fare), più di Giggino Di Maio, più di Renzi che ormai non tuitta manco più, dalla depressione. Però, siccome i social media non sono poi un posto tanto sicuro, all’amicone di “Prima l’Italia” gli hanno hackerato le mail, quelli di Anonymous. E non è che ci fosse niente di interessante, eh. Messaggi da Strasburgo, poi, manco a parlarne.

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"Maurizio Crippa, vicedirettore, è nato a Milano un 27 febbraio di rondini e primavera. Era il 1961. E’ cresciuto a Monza, la sua Heimat, ma da più di vent’anni è un orgoglioso milanese metropolitano. Ha fatto il liceo classico e si è laureato in Storia del cinema, il suo primo amore. Poi ci sono gli amori di una vita: l’Inter, la montagna, Jannacci e Neil Young. Lavora nella redazione di Milano e si occupa un po’ di tutto: di politica, quando può di cultura, quando vuole di chiesa. E’ felice di avere due grandi Papi, Francesco e Benedetto. Non ha scritto libri (“perché scrivere brutti libri nuovi quando ci sono ancora tanti libri vecchi belli da leggere?”, gli ha insegnato Sandro Fusina). Insegue da tempo il sogno di saper usare i social media, ma poi grazie a Dio si ravvede.

E' responsabile della pagina settimanale del Foglio GranMilano, scrive ogni giorno Contro Mastro Ciliegia sulla prima pagina. Ha una moglie, Emilia, e due figli, Giovanni e Francesco, che non sono più bambini"

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