I nazionalisti cristiani non vanno messa. Grazie a Dio

Secondo una ricerca del think tank Theos, solo il 13 per cento dei nazionalisti cristiani frequenta la chiesa. Del resto, tra il perdono, l'accoglienza e il Vangelo, il rischio di cambiare idea sarebbe troppo alto. Meglio tenersi alla larga dalle prediche di Gesù

13 OTT 26
Ultimo aggiornamento: 15:37
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(Foto Getty)

Certo è curioso che una ricerca del think-tank Theos abbia dimostrato come una schiacciante maggioranza dei nazionalisti cristiani non vada mai in chiesa: stando al rilevamento, ci va solo il 13 per cento di loro. Intendo è curioso che, per rendersene conto, ci sia stato bisogno della ricerca di un think-tank. I nazionalisti cristiani sono convinti di essere buoni e che gli stranieri siano cattivi; se però andassero a messa, rischierebbero di sentirsi dire che “nessuno è buono” (Marco 10, 18). I nazionalisti cristiani insultano chi è diverso perché, ad esempio, mangia cibi repellenti; se però andassero a messa, rischierebbero di sentirsi dire che “non quello che entra nella bocca rende impuro l’uomo, ma quello che esce dalla bocca rende impuro l’uomo” (Matteo 15, 11).
I nazionalisti cristiani vogliono rinchiudere in galera chi delinque e gettare la chiave; se però andassero a messa, rischierebbero di sentirsi dire che bisogna perdonare “fino a settanta volte sette” (Matteo 18, 22). I nazionalisti cristiani ci tengono un po’ troppo all’identità e alla bandiera; se però andassero a messa, rischierebbero di sentirsi dire: “Rendete a Cesare ciò che è di Cesare e a Dio ciò che è di Dio” (Marco 12, 17).
I nazionalisti cristiani guardano con sospetto le sillabe incomprensibili che escono dalla bocca degli stranieri; se però andassero a messa, rischierebbero di sentirsi dire che, quando parlavano gli apostoli, “ciascuno li sentiva parlare nella propria lingua” (Atti 2, 6). I nazionalisti cristiani – continuo? No, basta dire che l’unico modo di essere nazionalisti cristiani è evitare accuratamente le messe, altrimenti si finisce per cambiare idea. Perciò, quando ho letto che una ricerca del think-tank Theos ha dimostrato come una schiacciante maggioranza dei nazionalisti cristiani non vada mai in chiesa, sulle prime la mia reazione era di dire be’, grazie, grazie a, grazie a una cosa volgare. Poi però ho capito che il commento giusto da fare è: grazie a Dio.