Freud sarebbe commosso dal rapinatore di Pavia con la maschera di Dalì

Un ladro si copre il volto per rapinare una banca, ma perde i documenti durante la fuga. Un atto mancato da manuale: voleva nascondere la propria identità, ma forse il suo inconscio non sopportava di diventare una brutta copia della “Casa di carta”

12 OTT 26
Ultimo aggiornamento: 14:34
Immagine di Freud sarebbe commosso dal rapinatore di Pavia con la maschera di Dalì

(Foto Getty)

Abbiamo sghignazzato tutti per la storia del signore pavese che prima ha indossato una maschera da Salvador Dalì per compiere una rapina in banca ma poi, nella foga della fuga, ha perso il portafogli ed è stato agevolmente scovato dalle forze dell’ordine. Freud sarebbe commosso fino alle lacrime da questo capolavoro di atto mancato, tramite cui un tizio che punta a rimanere incognito si copre il volto ma consegna, benché involontariamente, i propri documenti.
Possiamo ravvisare, nella comicità della sua improntitudine, una ragione profonda: mascherandosi, il rapinatore ci ha comunicato di individuare la propria vera identità nel volto, che ha cercato di cautelare con quel sembiante di plastica; non curandosi troppo del portafoglio, ha sottinteso di trovare invece meramente convenzionale l’identità delineata dal nostro nome e cognome, dal codice fiscale e dalla foto sulla patente, insomma da tutti i dati sensibili sparpagliati in tante tesserine plastificate.
Eppure, con lo scegliere una maschera che derivava da “La casa di carta”, lo sprovveduto pavese stava sottraendo singolarità alla propria azione criminosa, rendendola un’emulazione piuttosto scarsa della ben più spettacolare rapina che nella serie tv si verificava alla Zecca di Madrid, mica alla cassa di risparmio di Pometo, con tutto il rispetto. Allora quel portafoglio malandrino che scivolava dalla tasca e finiva per terra, inguaiando il malvivente, è stato probabilmente uno stratagemma della psiche per riaffermare la propria specificità individuale, aggrappandosi a quei dati artificiali che la comprovano di fronte al consesso sociale. Più della tentazione della rapina in banca, ha avuto potere l’istinto di resistere a un auto-furto di identità.