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Una versione AI di Greta Garbo ci dice qualcosa sul nostro destino
Per uno spot, una ditta svedese che produce cuscinetti ha riesumato con l'intelligenza artificiale l’illustre connazionale deceduta nel 1990. Fino a qualche anno fa dopo la morte si coltivava la memoria, ora la fine si è spostata più oltre

Screenshot tratto dallo spot di Skf, dal loro canale YouTube @SKFGroup
Greta Garbo è come la Sibilla Cumana. Una ditta svedese che produce cuscinetti, la Skf, ha appena riesumato l’illustre connazionale per un breve spot a tema; se non che, essendo la Garbo deceduta nel 1990, la Skf si è vista costretta a ricorrere a una Garbo generata dall’AI, che appare particolarmente credibile nelle movenze nonché conforme all’originale. Lascio agli esperti di intelligenza artificiale e di recitazione il giudizio sull’efficacia della trovata; mi limito a dire che il senso dell’operazione muta radicalmente ove si consideri che, agli albori della propria carriera, la Garbo adolescente aveva concesso una delle sue primissime apparizioni proprio in una rudimentale pubblicità per la stessa ditta. Data questa simmetria, la nuova réclame della Skf rediviva si colloca dunque al di là dell’innovazione tecnologica e della trovata commerciale; ci dice qualcosa del destino collettivo cui andiamo incontro.
Fino a qualche anno fa la nostra vita era racchiusa fra due estremi: alla nascita una totale apertura di possibilità, dopo la morte la coltivazione della memoria, che consisteva nella reiterazione delle azioni che avevamo effettivamente compiuto (nel caso di Greta Garbo, guardare i suoi film, che restavano registrati e immutabili). Ora, grazie all’AI, la fine si è spostata più oltre, comprendendo le infinite azioni possibili che possono germinare artificialmente dalle tracce che abbiamo lasciato in passato; il cerchio della nostra vita non si chiuderà più, continuando a produrre varianti imprevedibili come la notizia che Greta Garbo rediviva abbia appena girato la pubblicità di una ditta di cuscinetti. “Morire. Ecco cosa accade alla fine: arriva la morte”, diceva in “Grand Hotel”, pochi minuti dopo la celeberrima battuta: “Voglio essere lasciata in pace”. Anche la Sibilla Cumana, che ha ottenuto dagli dèi la vita eterna ma non l’eterna giovinezza, ridotta a impalpabile larva si limita a sussurrare un unico altro desiderio: “Voglio morire”. Non viene esaudito.