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bandiera bianca •
Ho piena fiducia nella giustizia italiana. Ci vediamo nel 2076
Regeni, David Rossi, Garlasco, Bergamini, Ustica: ieri l’ennesima prova dell’inesorabile corso della giustizia, che prima o poi arriva. Talvolta molto dopo il delitto, l’indagine e perfino il ricordo

Foto ANSA
Ho piena fiducia nella giustizia italiana, tanto più in quanto ieri ha dato plurima prova della propria inesorabilità. Regeni: non importa che sia il 2026, finalmente si intravede la verità su uno sconcio che desta scandalo da dieci anni. Morte di David Rossi: non importa che sia il 2026, finalmente si scopre che tredici anni fa il presunto suicida fu aiutato a penzolare fuori dalla finestra del proprio ufficio. Garlasco: non importa che sia il 2026, finalmente si fa chiarezza sul giallo che appassiona gli italiani più morbosi da ben diciannove anni.
Delitto Bergamini: non importa che sia il 2026, finalmente si individua un possibile perpetratore dell’incidente inscenato la bellezza di trentasette anni fa. Ustica! Ustica: non importa che sia il 2026, finalmente stanno per venire desecretati i documenti relativi alla strage che si è verificata nei cieli siciliani quarantasei anni fa – pensate, non ero ancora nato e già la giustizia italiana era al lavoro per garantirmi di fugare ogni dubbio che avrei potuto nutrire al riguardo da adulto che si affaccia all’età della canizie. Ho piena fiducia nella giustizia italiana: so dunque che, se oggi putacaso dovessi essere vittima di un reato che resta impunito, o dovessi invece venire ingiustamente accusato di un reato che non ho mai commesso, la giustizia italiana farà il suo corso e nulla potrà impedirle di procedere alacremente alla verifica dei fatti e alla difesa dei miei diritti. Non importa che sarà il 2076.