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BANDIERA BIANCA •
Beppe Sala come Mark Twain
Un articolo di Repubblica fa morire il sindaco di Milano il 13 ottobre 2016. Sul web compare una virgola a salvare il sindaco revenant. Ma questi inconvenienti allungano la vita: speriamo anche quella politica del sindaco

(Foto Ansa)
Una sorta di iperglicemia filologica si è impossessata del mio corpo ieri mattina, leggendo su Repubblica un articolo che iniziava (cito testualmente): “Quando morì il 13 ottobre 2016, il sindaco Sala decise di intitolare a Dario Fo e a Franca Rame la Palazzina Liberty”. Repubblica non sbaglia mai, quindi leggendo e rileggendo lo spiazzante incipit mi sono domandato a quale recondito significato alludesse l’apparente scoop secondo cui, carta canta, sta già per cadere il decimo anniversario del passaggio al mondo dei più dell’attuale sindaco di Milano, che pure appare a tutti noi in buona salute, Dio ce lo conservi.
Alla vigilia dell’inesorabile scadenza del secondo mandato, il pezzo desidera forse strizzare l’occhio alla celebre smentita che Mark Twain inviò al New York Journal, specificando come la notizia della propria morte fosse fortemente esagerata? Vuol lasciar intendere che con l’assunzione di una pubblica carica, e quindi entrando a Palazzo Marino dieci anni fa, ci disincarna e si muore al mondo come Pier da Morrone, per assumere un’identità estranea tanto agli altri quanto a sé stessi? O forse l’idea di un primo cittadino che prima decede e poi decide è una coloritura distopica, non distante dalla satira che nell’“Apokolokyntosis” Seneca fece di Claudio imperatore, il quale capì di essere morto solo dopo avere assistito al proprio funerale?
O magari è un virtuosismo della cronaca locale onde creare in una sola riga un mondo parallelo, come nel risaputo racconto di Augusto Monterroso che inizia, e subito finisce, con le parole: “Quando si svegliò, il dinosauro era ancora lì”? Mistero. Dopo aver letto il cartaceo, ho controllato l’edizione web del quotidiano, notando che l’unica correzione è stata l’aggiunta di una virgola prima della fatale data, così da renderla un inciso ed evitare che, leggendo tutto di fila, il lettore milanese potesse pensare a un sindaco-revenant, che muore quel giorno e magari anche il giorno dopo, per dieci anni, in un incessante vampiresco groundhog day. (Sì, forse era meglio scrivere: “Quando morì Dario Fo, il 13 ottobre 2016, il sindaco Sala decise di dedicare a lui e a Franca Rame la Palazzina Liberty”. Pazienza, questi inconvenienti allungano la vita: speriamo anche quella politica del sindaco, magari con un ruolo nazionale, per un’Italia meno italiana e più milanese).