Viviamo tutti in una Cockenzie interiore

Abitanti e attivisti sono saldissimi nell’idea che il data centre non vada costruito vicino a casa, meno sicuri di dove trovare, in Scozia o nel resto del Regno Unito, un posto abbastanza ampio e deserto da risparmiare coltivazioni, abitazioni e aree gioco per bambini. L’importante è non farlo a Cockenzie 

24 SET 26
Ultimo aggiornamento: 18:03
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(Foto Getty)

Bisogna salvare Cockenzie, dicono gli abitanti di Cockenzie, che si oppongono con fermezza al progetto di costruire un data centre da ventotto ettari nei dintorni della località rurale a est di Edimburgo. La struttura occuperebbe non solo un’ampia superficie destinata alle coltivazioni, ma risulterebbe troppo vicina, spiegano gli attivisti, ai centri abitati e in particolar modo ad aree in cui i bambini vanno a giocare. Per salvare Cockenzie, dunque, basta costruire il data centre da qualche altra parte ed è qui che, come al solito, gli attivisti mostrano i limiti delle loro nobili aspirazioni: benché saldissimi nell’idea che il data centre non vada costruito a Cockenzie, non sembrano altrettanto sicuri nell’individuare un posto che in Scozia, o comunque nel Regno Unito, sia abbastanza ampio e deserto da non danneggiare le coltivazioni né costituire una minaccia per insediamenti abitativi o aree gioco per bambini. L’importante è non farlo a Cockenzie. Viviamo infatti tutti in una Cockenzie interiore, la cui unica norma sembra essere di difendere i nostri interessi fregandocene di quelli degli altri, anche se sono identici. Certo, l’ideale sarebbe evitare di costruire il data centre e anzi non costruirne più in assoluto: ma poi come farebbero gli abitanti di Cockenzie a dar voce alla propria protesta su internet?