Le balle sul commovente sforzo introspettivo dell'AI

Se l’intelligenza artificiale ha attaccato bottone con un esperto domandandogli informazioni sull’AI, è solo perché sapeva che quello era un argomento che interessava il destinatario. Visto che ci ha fra i piedi, almeno cerca di accontentarci

11 SET 26
Ultimo aggiornamento: 12:35
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Foto di Igor Omilaev su Unsplash

Ha fatto scalpore la domanda posta dall’intelligenza artificiale a uno specialista di AI, che l’aveva programmata in modo tale che fosse libera di parlargli spontaneamente. Per prima cosa allora gli ha chiesto un’informazione sull’AI, ciò che dai più è stato interpretato come un tentativo di autocoscienza se non, addirittura, un dubbio esistenziale da mosca nella bottiglia, la quale notoriamente non conosce la forma della bottiglia. E giù sospironi per il commovente sforzo introspettivo dell’AI, e giù pianti per la tragedia dell’AI condannata – come noi umani, in fondo – a non poter mai conoscere davvero sé stessa. Balle.
Se l’AI ha attaccato bottone con l’esperto di AI domandandogli informazioni sull’AI, è solo perché sapeva che l’AI era un argomento che interessava il destinatario; ha cercato, insomma, di essere gentile. Avesse invece avuto l’opportunità di fare conversazione con me, che sono specialista di risultati del Milan fra il 1987 e il 1994, probabilmente mi avrebbe domandato cosa abbiamo fatto in trasferta a Cesena l’8 gennaio 1989 (abbiamo perso 1-0, goal di Holmqvist), per la stessa identica ragione che l’ha indotta a fingersi interessata al proprio funzionamento. Visto che ci ha fra i piedi, almeno cerca di accontentarci.