Il volto umano di Trump

Quando parla della nuova sala da ballo, il presidente americano si illumina e assume l’atteggiamento di chi, per una volta, ha la possibilità di non mentire nel mostrare entusiasmo per ciò che fa 

10 SET 26
Ultimo aggiornamento: 13:23
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(Foto Ansa)

Di tutto il male che si può dire di Donald Trump, su un argomento non riesco ad accodarmi: la nuova sala da ballo della Casa Bianca. È evidentemente uno spreco di denaro, oltre che una pacchianata senza precedenti, perfino per gli standard americani, ed è senz’altro il progetto di un megalomane (la sala è di dimensioni sesquipedali) per giunta paranoico (è una specie di bunker, e sarà magari l’ultima ridotta di Trump quando si asserraglierà per evitare di sloggiare, una volta esaurito il secondo mandato). Però. Però, quando parla della nuova sala da ballo, Trump si illumina e assume l’atteggiamento di chi, per una volta, ha la possibilità di non mentire nel mostrare entusiasmo per ciò che fa.
Testimoni diretti assicurano che si inebria al canto delle betoniere; il figlio racconta che di sera va sempre in cantiere a fare un giro, prima di andare a letto. Questo Trump che si affeziona a un progetto inutile e faticoso non è il classico Trump che non vuol essere da meno di Luigi XIV o di Giulio II della Rovere, sempre ammesso che sappia chi sono. È invece l’unico Trump schietto, che quando è solo sa che a ottant’anni non gli resta chissà quanto tempo e vuole lasciare qualcosa di tangibile che gli sopravviva, per essere ricordato meglio di come – adulatori e profittatori a parte – venga trattato adesso. In fondo, se scrutiamo nello specchio dei nostri sentimenti veri, è l’unica speranza che nutro per me ed è l’unica che nutriate per voi; è quindi l’unica cosa che ce lo possa rendere davvero, inaspettatamente, vicino.