Gli ecomoralisti sbagliano: è la Terra che ci ha attaccato

Per David Van Reybrouck i disastri naturali sono contrattacchi con cui il pianeta si difende da una specie infestante: gli esseri umani. Ma basta un flashback agli albori della nostra storia per capovolgere le cose

26 AGO 26
Ultimo aggiornamento: 12:39
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Foto di Greg Johnson su Unsplash

David Van Reybrouck, intervistato da Repubblica, non ha usato mezzi termini e ha detto chiaro e tondo che gli esseri umani hanno dichiarato guerra al pianeta Terra. Gli effetti devastanti che stiamo patendo in questi mesi, anni, decenni – vi dice nulla Amatrice? –, insomma i disastri naturali e le disgrazie ambientali che stanno punteggiando il globo a ogni latitudine, altro non sarebbero che dei contrattacchi con cui il pianeta si difende da una specie infestante (noi, compreso lui), se non delle giuste rappresaglie, così impariamo a voler fare della Terra il nostro comodo habitat.
È una teoria molto convincente, a parte il dettaglio che non mi convince affatto: chi ha dichiarato guerra a chi? Un flashback agli albori della nostra storia ci mostra l’uomo nudo e indifeso di fronte a un contesto che lo travolge e lo schiaccia, in cui non ha speranza di sopravvivere se non premunendosi con contromisure più o meno raffazzonate (accendere il fuoco, arare il terreno, inventare l’aereo, scindere l’atomo) che fatalmente causano effetti tali da imporre nuove contromisure. Se però l’uomo non avesse fatto nulla, lasciando che la natura lo sopraffacesse senza opporle resistenza, non ci sarebbe stata una seconda generazione di nati né quella che un po’ pomposamente chiamiamo civiltà; certo, non ci sarebbe inquinamento, ma non ci sarebbero nemmeno Repubblica e le interviste agli ecomoralisti. Quello del pianeta Terra contro gli esseri umani è stato il più subdolo degli attacchi preventivi: resistiamo finché riusciamo.