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Bandiera Bianca •
Tutta l'arte costa, e quella di Banksy non fa eccezione
I contribuenti inglesi hanno appreso di aver pagato circa centocinquantamila sterline in tasse per manutenzione, rimozione o custodia delle opere dell'artista. Scoprendo così che ogni prodotto artistico, bello, brutto, buono o cattivo, rientra nel medesimo sistema economico

Foto LaPresse
Banksy costa tantissimo. Lo sapevano già gli acquirenti d’arte, avvezzi a quotazioni che vanno dai cinque milioni per gli elicotteri che irrompono su un paesaggio idilliaco à la Lorrain ai diciassette milioni per il bambino che gioca con una bambola vestita da infermiera (anche se, a onor del vero, le quotazioni dell’artista misterioso appaiono in calo rispetto a cinque anni fa). Lo sapevano anche i più attenti lettori di cronache, a seguito della sua trovata di un meccanismo che triturò metà della famosa bambina con palloncino nell’istante in cui era stata messa all’asta da Sotheby’s, facendone levitare il valore fino a quasi venti milioni. Adesso lo hanno scoperto anche i contribuenti, dopo avere appreso di avere pagato circa centocinquantamila sterline in tasse per manutenzione, rimozione o custodia delle opere che Banksy fa apparire nei vari angoli di Londra.
Se la scoperta ha fatto storcere il naso anche ai suoi più appassionati sostenitori, è perché l’arte di Banksy è frutto di un equivoco. Le sue opere vengono reputate belle (alcune lo sono, altre no) perché sono buone: si schierano infatti contro la guerra e l’inquinamento, o in favore dell’attivismo e della sanità pubblica. In quanto buone, vengono di conseguenza reputate anche benefiche e, come tali, gratuite nella loro fruizione, essendo murali o statue le cui riproduzioni in serie limitata vengono poi messe in vendita a cifre folli per i collezionisti. Spulciando il bilancio del comune di Londra, invece, i contribuenti sono venuti a conoscenza di quanto avrebbero già dovuto intuire: tutta l’arte costa, tutta l’arte – bella o brutta, buona o cattiva – rientra nel medesimo sistema economico. Tutta l’arte è completamente inutile, diceva Oscar Wilde, ma dimenticava di aggiungere che tutta l’arte è fondata su un valore universale. Quello dei soldi.