Che ci fa un tricheco nelle foreste del Finnmark

Un fotografo immortala il mammifero marino in una foresta norvegese. Tutti a domandarsi cosa lo abbia indotto a strisciare sulla terraferma. Semplice: la noia, la stessa che spinge noi umani ogni estate a fare il contrario per buttarci in acqua


5 AGO 26
Ultimo aggiornamento: 14:23
Immagine di Che ci fa un tricheco nelle foreste del Finnmark

Foto generata con l'Ia

Buonasera, sono un tricheco. Qualche giorno fa, approdato dal mare di Barents sulla costa settentrionale della Norvegia, mi sono addentrato verso climi più caldi, dove ci fossero anche picchi di dodici o tredici gradi. È stato così che un fotografo altrettanto sfaccendato, che si aggirava per le foreste del Finnmark, mi ha improvvisamente scorto fra gli alberi e mi ha immortalato in mezzo alle fronde e alle verzure.
Non c'è bisogno di essere intelligenti come palmipedi per accorgersi che un tricheco nella foresta fa lo stesso strano effetto surrealista del bue sul tetto di Milhaud o dell'ombrello con macchina da cucire di Lautréamont. Tutti a domandarsi allora cosa mi avesse mai indotto ad abbandonare le acque e a strisciare sulla terraferma, all'ombra dei coniferi. Che domande. Mi annoiavo: è lo stesso motivo per cui molti di voi, agili quanto me, d'estate non sanno cosa fare e abbandonano la terraferma per buttarsi in acqua, senza che nessuno si stupisca così tanto.