Sulla Treccani la "bocca di rosa" scritta da De André non vorrà più dire solo prostituta. E non è un problema

Protestare per l’aggiunta di “donna libera” significa rinunciare a capire il testo della canzone; protestare perché permane “prostituta” significa rinnegare come è stato capito per decenni. Anzi, significa pretendere che i vocabolari ci diano ordini anziché informazioni

20 LUG 26
Ultimo aggiornamento: 12:32
Immagine di Sulla Treccani la "bocca di rosa" scritta da De André non vorrà più dire solo prostituta. E non è un problema

Foto ANSA

Una superflua quanto fugace polemica ha lambito l’Istituto della Enciclopedia Italiana dopo l’annunciato aggiornamento, sul vocabolario Treccani, della definizione di “bocca di rosa” non più solo come “prostituta”, ma anche quale “donna libera”. Dal 1967 appare chiaro a chiunque sappia l’italiano che l’eponima protagonista della canzone non venda il proprio corpo, in quanto – stando al testo di De André – non fa l’amore né “per noia” né “per professione”, bensì, in favore di rima, “per passione”, circostanza che presuppone una sostanziale gratuità. Ciò detto, è altrettanto innegabile che “bocca di rosa” sia stata utilizzata come perifrasi per le più caste orecchie onde indicare chi si dedica al meretricio: a riprova, l’attuale definizione del vocabolario Treccani riporta stralci da Repubblica, dal Corriere e dalla Stampa, ossia dal flusso di coscienza quotidiano della borghesia informata.
È altresì significativo che l’aggiornamento della definizione non proceda per sostituzione, bensì per aggiunta: “donna libera” non soppianterà “prostituta”, a indicare chissà quale progresso nei nostri costumi sessuali, né men che meno una censura woke, limitandosi invece ad affiancarlo. Accade perché i vocabolari hanno il dovere di testimoniare l’evoluzione della lingua senza dimenticare le precedenti stratificazioni, altrimenti perderemmo buona parte del nostro patrimonio lessicale e, di conseguenza, cognitivo (sfido chiunque a pensare a qualcosa senza avere le parole per definirla). Protestare per l’aggiunta di “donna libera” significa rinunciare a capire il testo della canzone; protestare perché permane “prostituta” significa rinnegare come è stato capito per decenni. Anzi, significa pretendere che i vocabolari ci diano ordini anziché informazioni.