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In Ecuador cani e gatti possono fare da testimoni alle nozze
Basta l'impronta della zampetta sul certificato di matrimonio. Elogio paradossale di una norma che assomiglia sempre più al nostro modo distratto di firmare

Potrà sorprendervi ma non sono favorevole, sono favorevolissimo all’innovazione giuridica che in Ecuador consente agli animali domestici di fungere da testimoni di nozze. In fondo per loro non è un grande sforzo: basta che posino sul certificato la propria zampina intinta nell’inchiostro e il matrimonio è valido. Certo, qualcuno ha protestato sostenendo che le povere bestiole, non sapendo leggere, si trovano nella sgradevole situazione di ignorare ciò che fanno, contrariamente al buon senso che invece imporrebbe di sapere sempre cosa si firma. Poco male, dico io. Viviamo in un tempo di felice obnubilamento dovuto al galoppante avanzare dell’analfabetismo funzionale, all’orgogliosa rivendicazione di azioni sconsiderate e, non ultima, alla soverchiante pressione di stimoli e richiami che ci impediscono di prestare la dovuta attenzione al nostro stesso assenso. In quest’epoca di agitata levità, in cui clicchiamo a casaccio su “accetta” senza leggere i papiri che ci vengono propinati a tradimento, volete che i testimoni scandaglino ogni minimo comma del codice civile? Credete che gli sposi stessi sappiano quel che stanno facendo? Pretendete che le persone capiscano ciò che leggono? Macché; come noi, come tutti, anche loro si limitano a posare su un pezzo di carta la propria zampina intinta nell’inchiostro. Perché non dovrebbe avere diritto di farlo anche il cane o il gatto di casa?