di Antonio Gurrado
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I partigiani di Arcore sono contro l'eucaristia
Il parroco di Lesmo, in Brianza, fissa le prime comunioni il 25 aprile e la sede locale dell'Anpi protesta perché il gesto è una “mancanza di rispetto verso la memoria di chi ha perso la propria vita combattendo”. Bella liberazione
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15 APR 26
Ultimo aggiornamento: 01:03 PM

Se siete ancora scioccati dal dissing fra Donald Trump e il Papa, beccatevi questa: i partigiani di Arcore contro l’eucaristia. Il parroco di Lesmo, in Brianza, è stato infatti ufficialmente criticato dalla locale sede dell’Anpi per avere fissato in calendario le prime comunioni il 25 aprile. Nella nota ufficiale pubblicata su Facebook, leggo sul Corriere, il gesto viene interpretato come “mancanza di rispetto verso la memoria di chi ha perso la propria vita combattendo” e come un modo per impedire “ai cittadini di partecipare alla celebrazione istituzionale” – eppure dubito che a Lesmo, ottomila abitanti, le cerimonie municipali durino quanto un discorso di Fidel Castro e la distribuzione delle ostie ai bambini di quarta elementare sia una procedura che prende in ostaggio la cittadinanza per l’intera giornata. Viviamo dunque nell’epoca in cui non solo le note ufficiali vengono pubblicate su Facebook, ma in cui l’accesso a un sacramento secondo la coscienza dei fedeli viene interpretato come inaccettabile provocazione. In sostanza, secondo l’Anpi di Arcore, il calendario civile deve prevalere su quello liturgico e la pratica della libertà religiosa costituisce una limitazione della libertà politica. Bella liberazione, quella di chi costringe a scegliere o libera Chiesa o libero Stato.