di Antonio Gurrado
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Perché è falso dire che il Papa non è un politico
Negare il ruolo pubblico di Leone XIV è un errore per almeno tre motivi: uno giuridico, in quanto il pontefice è un capo di Stato. Uno storico, data la presenza nella storia della Chiesa. E uno spirituale, poiché la religione non può rimanere nel soffitto delle stramberie individualiste
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14 APR 26
Ultimo aggiornamento: 01:12 PM

© foto Ansa
Non credo sia una buona idea difendere Leone XIV dagli attacchi di Donald Trump dicendo che il Papa non è un politico. Sostenere una cosa del genere non solo è tre volte falso ma è anche oltremodo controproducente. È falso giuridicamente, perché il Papa è un capo di Stato che, come tale, ha ogni diritto a non essere sottoposto a insulti belluini. È falso storicamente, perché il Papa ricopre da secoli il ruolo più politico di tutti, sia quando lo ha esercitato in modo diretto e meschino (pensate alle atrocità con cui Alessandro VI favoriva le scorribande di suo figlio Cesare Borgia), sia quando lo ha fatto in modo indiretto e nobile (pensate alla distensione favorita da Giovanni XXIII ai tempi della crisi missilistica di Cuba). È falso etimologicamente, perché il Papa è un capo religioso e la religione è quod religat, ciò che lega insieme le persone ovvero la comunità: più politico di così! Soprattutto, difendere Leone XIV dicendo che il Papa non è un politico significa negare al Papa il suo peso pubblico, ricacciare la religione nel soffitto delle stramberie individualiste, ridurre il cristianesimo all’esercizio privato della sfera spirituale, a quel contatto diretto fra anima e Dio auspicato da Martin Lutero: significa, insomma, fare del capo dei cattolici un leader protestante. Uno di quelli che, non avendo alcun influsso né pretesa politica, ogni tanto vanno alla Casa Bianca e pregano toccando il presidente come se fosse un totem o un amuleto.