di Antonio Gurrado
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Meglio l'esilio che tornare in patria. Maestà, restate dove siete
È incontestabile che ai Savoia dobbiamo il fascismo, ma visto quello che l'esperimento della Repubblica ha prodotto in Italia, dalla legge truffa ai flirt con la Russia o con Hamas, ci si domanda se ne sia valsa la pena. Forse è meglio che la salma di Umberto II rimanga in Francia
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13 APR 26
Ultimo aggiornamento: 02:07 PM

Sabaudo e non borbonico, torna dopo sedici mesi nella sua sala il trono del Palazzo Reale di Napoli, restaurato e con un nuovo certificato di nascita 'slittato' di 30 anni, 10 febbraio 2026. Foto Ansa
Maestà, restate dove siete. Si sta spargendo la voce – leggo sulla Stampa – che potrebbe essere il momento giusto per traslare a Racconigi i resti di Umberto II, ultimo re d’Italia. Sono trascorsi ottant’anni dall’istituzione della repubblica e, in particolar modo, dalla primavera in cui il re di maggio signorilmente non soffiò su equivoci e ambiguità proliferati attorno al risultato del referendum, non alimentò i sospetti di brogli né cavalcò l’ipotesi che, visto che al nord volevano cacciarlo ma al sud volevano tenerselo, allora anziché un’Italia sola sarebbe stato meglio farne due. Ottant’anni dopo ci si è resi conto che anche i repubblicani più accesi devono essere grati a questo comportamento degno di un re e che pertanto, forse, è il caso di riammettere in patria la salma del sovrano, la quale al momento riposa a Hautecombe, in Francia.
Qualcuno protesta che ai Savoia dobbiamo il fascismo, ed è incontestabile, tuttavia giova ricordare che l’istituzione della repubblica in Italia è un esperimento che ha prodotto, in rapida successione, la legge truffa, i tumulti di piazza, gli attentati terroristici, le stragi, sparizioni e uccisioni inspiegabili, l’inflazione, un debito pubblico esorbitante, le esecuzioni mafiose, la corruzione dell’intera classe politica, la giustizia sommaria contro la corruzione medesima, il conflitto d’interessi, il grillismo, i flirt con la Russia o con Hamas, una presunta classe dirigente che va per armocromisti e bisteccherie, nonché una recente incapacità di eleggere presidenti della repubblica che non siano già stati presidenti della repubblica, ossia un paradosso che va contro l’essenza della repubblica stessa – il tutto in un contesto di continua rissa verbale per sobillare un popolo di analfabeti funzionali (un terzo degli adulti, assicurano le statistiche) sempre più rincretinito dai selfie. Ne valeva la pena? Maestà, se mi sentite, restate lì: meglio l’esilio, per continuare a riposare in pace.
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