Anche l'AI sbaglia i quiz sull'Ai pensati per aggiornare gli insegnanti italiani

Se ci illudiamo di saper maneggiare l’intelligenza artificiale studiando a memoria la normativa, anziché provando e riprovando per capire come funziona, allora tanto vale usare solo lavagna e gesso

10 APR 26
Ultimo aggiornamento: 15:01
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Ora, voi non lo sapete ma la scuola italiana si sta attrezzando per il più grande aggiornamento che possa riguardare la sua struttura tecnologica, ossia l’utilizzo dell’intelligenza artificiale. Allo scopo sono dunque stati allestiti (e presumo finanziati) dei corsi sull’AI, che gli insegnanti devono seguire per conoscerla in modo adeguato e gestirla in modo competente. Al termine di questi corsi, onde ottenere il fatidico attestato da consegnare in segreteria, bisogna sottoporsi un quiz da superare con il 65% delle risposte esatte. Io, che non difetto di una certa propensione sperimentale, ho fatto effettuare il quiz anche alla stessa AI, girando le domande a ChatGPT per vedere se rispondesse meglio di me. Sorprendentemente, ChatGPT ha superato il test ma ha commesso qualche errore, a riprova di – non so di cosa, faccio delle ipotesi.
Forse l’AI, mancando dell’autopercezione, non ha una conoscenza di sé stessa tanto approfondita quanto quella di un ingegnere informatico, un po’ come il mio medico conosce il mio corpo meglio di quanto ne sappia io. Forse invece le risposte multiple, proposte come alternative secche, semplificavano un po’ troppo questioni che l’AI riconosce come dibattute e controverse, sfumate. Forse infine l’AI è rimasta spiazzata dall’evenienza che, nel quiz, spiccassero domande di questo tenore, cito testualmente: “L’alfabetizzazione e l’utilizzo ‘Etico’ dei Sistemi di IA da parte del dipendente (fact checking, correttezza, trasparenza, incisività, personalizzazione del contenuto, uso etico e responsabile) è obbligatoria ai sensi di quale Articolo dell’Ai Act n. 1689/24? A) Art. 4 del Reg. UE n. 1689/2024, B) Art. 73 del Reg. UE n. 1689/2024, C) Art. 27 del Reg. UE n. 1689/2024”. Forse, quindi, l’AI voleva dirmi che se ci illudiamo di saper maneggiare l’AI studiando a memoria la normativa come sindacalisti imbizzarriti, anziché provando e riprovando per capire come funziona, allora tanto vale usare solo lavagna e gesso; è più semplice.