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di Antonio Gurrado

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Viva il fitness e abbasso le vertenze sindacali

La sala Teresiana della Biblioteca Braidense di Milano è stata affittata per un giorno a un marchio di cosmetici, che ha organizzato una remunerativa sessione di ginnastica aperta a un pubblico facoltoso. I sindacati però protestano, convinti che quei luoghi debbano restare il più possibile deserti e impolverati
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27 MAR 26
Ultimo aggiornamento: 02:13 PM
Immagine di Viva il fitness e abbasso le vertenze sindacali

©Lapresse

Viva il fitness e abbasso le vertenze sindacali. La sala Teresiana della Biblioteca Braidense di Milano è stata affittata per un giorno a un marchio di cosmetici, che ha organizzato una sessione di ginnastica molto instagrammabile aperta a un pubblico selezionatissimo e facoltoso. Naturalmente l’iniziativa ha destato polemiche inutili e, altrettanto naturale e altrettanto inutile, è arrivata l’indignata missiva dei sindacati per rivendicare lo svilimento del luogo di lavoro dei bibliotecari. Eppure la trovata pubblicitaria ha fruttato diecimila euro alla Braidense, in un sol giorno, e il temporaneo sfratto degli utenti e delle teche dalla sala Teresiana non ha causato alcun danno permanente alla struttura e nemmeno alla cultura: chi voleva consultare un libro, poteva farlo nel resto dell’edificio.
Perché protestavano dunque i sindacati? Protestavano contro i soldi? Non credo; penso abbiano espresso una loro intrinseca ostilità verso tutto ciò che si discosta dalla routine, tutto ciò che costituisce un segnale di vita, tutto ciò che, pena un minimo sforzo, può addurre un guadagno più o meno lauto. Protestare contro una remunerativa sessione di fitness in Braidense significa camuffare da difesa della sacertà della cultura la convinzione che quei luoghi debbano restare il più possibile deserti e impolverati, così da non arrecare disturbo a chi è abbastanza fortunato da averci avuto un posto fisso. Come sempre i sindacati protestano, insomma, contro l’idea che nei luoghi di lavoro si faccia qualcosa.

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