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BANDIERA BIANCA •
L'unico scandalo su Sanna Marin è che non accettiamo più che chi governa si diverta
Per buona parte della storia occidentale le feste e un certo sfarzo erano parte integrante del potere politico, segno anche segno di buona salute della nazione. Ora invece vale il principio opposto

Sanna Marin, in conferenza stampa dopo il video della festa (Ansa)
Di là dalla stucchevole e ottusa contrapposizione destra/sinistra – per cui le feste dei leader politici progressisti scandalizzano i conservatori e le feste dei leader politici conservatori scandalizzano i progressisti – il tanto abbaiare attorno al tempo libero di Sanna Marin è spia anche del compimento di un’evoluzione storica. Non accettiamo più che chi ci governa si diverta. Per buona parte della storia occidentale le feste e un certo sfarzo erano parte integrante del potere politico, al punto che spesso i regnanti che se ne astenevano passavano alla storia con appellativi atti a rimarcare la circostanza: che so, il Frugale, il Santo, il Noioso, il Guastafeste… L’idea sottesa era che un governante che si divertiva fosse segno di buona salute della nazione, e che il suo piacere, segno di ricchezza e di dépense, potesse ricadere a cascata sui governati.
Ora invale il principio opposto, insensato ma ben radicato, secondo cui fra governanti e governati il gioco sia a somma zero; se chi governa festeggia, chi è governato patisce, se il leader se la spassa, il popolo soffre e si macera. Credo sia un retaggio, duro a morire, di certi eccessi della rivoluzione francese, e ha a che fare con una visione penitenziale e quasi sacerdotale della politica, per cui chi governa deve servire il popolo facendosi carico dei suoi dolori. Se dal Medioevo o dalla prima Età Moderna si catapultasse qui uno qualsiasi degli europei che aspettavano con trepidazione le feste del sovrano per godere di regalie e benefici e avanzi, assistendo a un dibattito su Sanna Marin non ci giudicherebbe solo irragionevoli; ci troverebbe anche piuttosto arretrati.