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Bandiera Bianca •
Forse il 2020 è stato davvero il peggior anno della storia
Certo, quest'anno c'è stato solo il virus mentre prima biasognava fare i conti con guerre mondiali, eruzioni catastrofiche e terremoti micidiali. Ma almeno i nostri antenati avevano di che risollevarsi il morale

La questione se il 2020 sia stato il peggior anno della storia è smaccatamente oziosa e può ricevere risposta affermativa solo da chi non abbia vissuto nel 1918, tanto per dirne una, quando l’epidemia di spagnola si aggiunse allo stremo della prima guerra mondiale, e allora altro che vaccino dopo dieci mesi.
Oppure nel 1348, quando la peste nera fu condita da un’ondata sismica; o nel 536, che di recente lo storico harvardiano Michael McCormick aveva eletto come punto più basso della storia dell’umanità a causa di una misteriosa coltre di nebbia che oscurò mezzo mondo per tutto l’anno, mentre la temperatura diventava la più bassa dei precedenti due millenni, la neve fioccava in estate e i vulcani eruttavano con eccessiva voluttà; dev’essere stato quasi un sollievo che, cinque anni dopo, il problema principale fosse soltanto la peste bubbonica.
Personalmente tuttavia non sottovaluterei nemmeno il 1630, con la peste (aridagli) che si diffondeva nel bel mezzo della guerra dei trent’anni che impazzava durante la piccola glaciazione dell’Europa, e tutto questo senza Netflix né acqua corrente.
Se non altro, però, al 1348 dobbiamo il “Decameron” e al 1630, indirettamente, “I promessi sposi”; e perfino il 1918, l’anno in cui la vita umana rivelò definitivamente la propria assurdità, segnò coerentemente l’inizio della monumentalizzazione del teatro di Pirandello con il primo volume di “Maschere nude”.
Ora, non so il 536, ma ho dato un’occhiata ai titoli del 2020 e un’altra, ancora più inorridita, a quelli che nei tempi a venire minacciano di essere pubblicati sul 2020. Allora sì, mi son detto, forse siamo messi peggio.