Siamo dei nevrotici delle immagini. FaceApp ne è l'ennesima prova
Prima i filtri per sembrare più giovani ora quelli per invecchiare. E il vero problema non è la privacy

Lady Gaga FaceApp
Il nuovo grido sul web pare sia invecchiare la propria foto tramite un robo che si chiama FaceApp, diffondendo sui social l’imago di come saremo fra venti, trent’anni o più e, magari, prenderci qualche complimento per come invecchiamo bene in linea ipotetica. Gli esperti sostengono che, a furia di giocare con queste app, si corrano rischi legati alla difesa della privacy o del nostro diritto d’immagine, ma io temo il problema sia un altro. Invecchiare la foto non è che l’ennesima declinazione della stessa nevrosi, quella che ci ha già portato a filtrare i ritratti per apparire più giovani, postare le foto di dieci anni fa e poi da adolescenti, bambini, poppanti: questo è semplicemente l’estremo opposto, preconizzare come saremo da vecchi e magari da morti, da decomposti. Passeremo la vita a esplorare queste possibilità, finché un giorno non si esauriranno e ci accorgeremo che, mentre saremo diventati decrepiti come nella foto simulata, a giocare sui social non è rimasto nessuno che sia più giovane di noi.