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Le cantonate dei grandi maestri senza telefonino
30 OTT 26

(Foto Getty)
Possibile mai che solo qualche nonno debba innervosirsi per la quantità di innumerevoli mamozzoni i quali, innestati come furono al loro tempo dagli Scalfari, dai Biagi, dagli Zagrebelsky, non diciamo dai Di Pietro o da etiche di pari caratura , sostengono adesso a valanga come i telefonini, mamma mia, quanto rendono scemi i nipotini quei maledetti aggeggi? Che potrà anche essere. Ma avete presente, distante dai social come è stato quel gran maestro, vicinissimo invece alle slinguazzate agli orologi sul polsino, alle fiocinate a Craxi, alle furbate sull’Amor nostro e alla spietatezza sul povero governatore Fazio, fatto a pezzi dai furbastri del quartierone? Cioè. Avete presente, senza il telefonino e con tutto il fosforo che madre natura gli concesse, quante ne ha imbroccate Svongolo?
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E' nato a Genova il 18 luglio 1947. E’ giornalista di Panorama, collabora con Il Foglio. Suo papà era di sinistra, sua mamma di sinistra, suo fratello è di sinistra, sua moglie è di sinistra, suo figlio è di sinistra, sua nuora è di sinistra, i suoi consuoceri sono di sinistra, i cognati tutti di sinistra, di sinistra anche la ex cognata. Qualcosa doveva pur fare. Punta sulla nipotina, per ora in casa gli ripetono di continuo che ha torto. Aggiungono, ogni tanto, che è pure prepotente. Il prepotente desiderava tanto un cane. Ha avuto due gatti.
