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I guerriglieri houthi e una truffa in agguato
16 OTT 26

Foto ANSA
Ieri si poteva osservare una grande e bella fotografia a colori, a pagina 12 del Corriere della Sera. Spiccava un gruppo di guerriglieri houthi, stracciati come purtroppo tocca e toccò ai guerriglieri di tutto il mondo fotografati nell’ultimo mezzo secolo: una pistola ficcata nelle braghe, forse un mitra, magari un lanciarazzi, tre berretti bucati e un paio di canottiere consumate e sporche sopra toraci rinsecchiti da una storia lunga. Immagini identiche a quelle che affascinano da lungo tempo tante generazioni di giovanissimi: poveracci contro ricchi.
Ciò che vale per i ragazzini di ieri come per i loro figli di oggi, e per banali motivi, non esistendo modo più efficace di distinguere le ragioni della miseria esasperata da quelle dei torti evidenti. Ma la truffa è troppo spesso in agguato. E siamo al punto: forse al Corriere non si rendono ancora conto che gli adulti dovrebbero cautelare i propri figlioli almeno su un aspetto sperimentato personalmente cento volte; e che, non cautelandoli, ne sodomizzano il futuro. Cioè: la foto borghese dei commoventi poveracci houthi (manovrati, nell’anonimità nascosta da dietro, da grassocci mullah) sembra una chiara e raffinata propaganda della pedofilia.
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E' nato a Genova il 18 luglio 1947. E’ giornalista di Panorama, collabora con Il Foglio. Suo papà era di sinistra, sua mamma di sinistra, suo fratello è di sinistra, sua moglie è di sinistra, suo figlio è di sinistra, sua nuora è di sinistra, i suoi consuoceri sono di sinistra, i cognati tutti di sinistra, di sinistra anche la ex cognata. Qualcosa doveva pur fare. Punta sulla nipotina, per ora in casa gli ripetono di continuo che ha torto. Aggiungono, ogni tanto, che è pure prepotente. Il prepotente desiderava tanto un cane. Ha avuto due gatti.
