I guerriglieri houthi e una truffa in agguato

16 OTT 26
Immagine di I guerriglieri houthi e una truffa in agguato

Foto ANSA

Ieri si poteva osservare una grande e bella fotografia a colori, a pagina 12 del Corriere della Sera. Spiccava un gruppo di guerriglieri houthi, stracciati come purtroppo tocca e toccò ai guerriglieri di tutto il mondo fotografati nell’ultimo mezzo secolo: una pistola ficcata nelle braghe, forse un mitra, magari un lanciarazzi, tre berretti bucati e un paio di canottiere consumate e sporche sopra toraci rinsecchiti da una storia lunga. Immagini identiche a quelle che affascinano da lungo tempo tante generazioni di giovanissimi: poveracci contro ricchi.
Ciò che vale per i ragazzini di ieri come per i loro figli di oggi, e per banali motivi, non esistendo modo più efficace di distinguere le ragioni della miseria esasperata da quelle dei torti evidenti. Ma la truffa è troppo spesso in agguato. E siamo al punto: forse al Corriere non si rendono ancora conto che gli adulti dovrebbero cautelare i propri figlioli almeno su un aspetto sperimentato personalmente cento volte; e che, non cautelandoli, ne sodomizzano il futuro. Cioè: la foto borghese dei commoventi poveracci houthi (manovrati, nell’anonimità nascosta da dietro, da grassocci mullah) sembra una chiara e raffinata propaganda della pedofilia.