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Il portabanane di Sigfrido
15 OTT 26

(Foto Ansa)
Ranucci trasloca ricordi e premi dal suo vecchio studio Rai. Il Re delle inchieste racconta con tono commosso mentre una telecamera pietosa inquadra i preziosi ricordi che lui ficca negli scatoloni spietati. Li elenca. Ecco, queste sono delle lattine storiche regalate da affettuosi ascoltatori, questa la cittadinanza onoraria di Genzano, questa una ceramica dei ragazzi di Monreale, questo un ricordo dell’acciaieria di Mariupol, ma ecco la tartarughina regalata da Costanzo, ecco un corno di corallo rubato personalmente al sindaco di Napoli, Luigi De Magistris , il quale sulla scrivania ne aveva centinaia, finché un pupazzone plastificato di Diabolik , “omaggio di un amico”. E poi quell’altro oggetto bislungo, di un giallo maturo: “E’ un portabanane”, spiega Sigfrido. Banane, dice, almeno due. Una, normale, per lui. Quell’altra, più comoda da mangiare, conservata all’evidenza per Svongolo, strategico consigliere il quale al Cefalù, arrivato alla frutta, veniva chiamato Sbucciolo.
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E' nato a Genova il 18 luglio 1947. E’ giornalista di Panorama, collabora con Il Foglio. Suo papà era di sinistra, sua mamma di sinistra, suo fratello è di sinistra, sua moglie è di sinistra, suo figlio è di sinistra, sua nuora è di sinistra, i suoi consuoceri sono di sinistra, i cognati tutti di sinistra, di sinistra anche la ex cognata. Qualcosa doveva pur fare. Punta sulla nipotina, per ora in casa gli ripetono di continuo che ha torto. Aggiungono, ogni tanto, che è pure prepotente. Il prepotente desiderava tanto un cane. Ha avuto due gatti.
