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Niente nobel, niente Svongolo
Prima di Navi Pillay vennero Arafat e Mandela. Per capire il concetto di pace del Comitato Nobel basta fermarsi qui
10 OTT 26

(Foto La Presse)
Pensandoci meglio, è forse opportuno notare che la suprema e indiscutibile neutralità del Comitato Nobel, sede in Svezia e Norvegia, premiò col Premio per la Pace, prima che l’onoranda dottoressa Navi Pillay , due altri africani: Yasser Arafat, medio-asiatico per nascita, medio-nordafricano storico per mestiere e convenienza (ah, Paris, Paris), il quale onorò i patti di Oslo per stracciarli appena firmati e incassato il Premio, dando il via alle onestamente poco pacifiche intifade contro Israele. Lo stesso Comitato Nobel, d’altronde, aveva premiato prima ancora Nelson Mandela, personalità ben oltre il suo paese, il quale aveva pubblicamente odiato Israele, a prescindere, e appoggiato comunque ogni suo nemico più orrendo ben prima che gli ebrei, a Gaza ma non solo, facessero volare non si dice un F18, nemmeno una mosca. Questo, tanto per cianciare di pace, cultura e occidente ma, allarghiamoci, geopolitica. Se si pretende invece una giustificazione più provinciale, tranquilli, esiste anche quella. Nel nostro caso, Niente Nobel? Niente invenzione della dinamite, quindi niente Lavitola bombarolo, niente vongole, niente Svongolo, forza Sigfrido e avanti cazzate.
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E' nato a Genova il 18 luglio 1947. E’ giornalista di Panorama, collabora con Il Foglio. Suo papà era di sinistra, sua mamma di sinistra, suo fratello è di sinistra, sua moglie è di sinistra, suo figlio è di sinistra, sua nuora è di sinistra, i suoi consuoceri sono di sinistra, i cognati tutti di sinistra, di sinistra anche la ex cognata. Qualcosa doveva pur fare. Punta sulla nipotina, per ora in casa gli ripetono di continuo che ha torto. Aggiungono, ogni tanto, che è pure prepotente. Il prepotente desiderava tanto un cane. Ha avuto due gatti.
