La bestemmia antipacifista di Michele Serra

“Debolezza non è una parola rassicurante, mai. È una parola che introduce alla dipendenza, alla manipolabilità, alla vulnerabilità”, scrive il giornalista. Che gliel'abbia suggerito un noto genocida di Gerusalemme?

29 SET 26
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Foto ANSA

“Debolezza non è una parola rassicurante, mai. È una parola che introduce alla dipendenza, alla manipolabilità, alla vulnerabilità”. Che sembrerebbe una saggia considerazione. Poi, chissà se è vera. Ma siamo diventati curiosi di sapere, a questo punto, se una simile bestemmia antipacifista di fatto, anti Onu, anti propal, antiprogressista, disumana, retrograda, oscurantista e al limite antipapale, Michele Serra l’abbia pensata da solo, col supporto fast-fashion di una ragazzona svizzera, o se glie l’abbia suggerita un noto genocida di Gerusalemme che la pensa come lui.