Dove saremmo oggi senza la stampa seria

Russia, Iran e Houthi, ma anche l'occidente non se la passa troppo bene: il mondo perde pezzi, meno male che ci sono Formigli e Carofiglio

18 SET 26
Immagine di Dove saremmo oggi senza la stampa seria

Foto ANSA

La Russia sempre più aggressiva, il Canada, spaventato dall’America, si appoggia alla vicina Europa anche per l’hockey sul ghiaccio, gli Houti, dicasi gli Houti, orientano benessere o malessere di occidente e oriente; la Germania tentenna, l’ex ministro Sangiuliano, nella sua nuova veste istituzionale, s’impegna sul serio a vietare le calamite (mah!) e con esse i kebab per difendere la Nazione; restiamo in attesa dell’abolizione della pizza a New York e del burrito a Los Angeles per le elezioni di mid-term.
A Milano aggrediscono l’ennesimo ebreo nell’indifferenza più benvenuta, l’Iran procede in completa tranquillità, femminile e maschile, con l’impiccagione delle ragazzine che amano la musica. Dal trampolino più alto della cultura italiana ci si riproduce ogni giorno nel tuffo carpiato al centro della Cloaca Maxima per inebriare il mondo con le essenze di Naza. A parte questo, sulla stampa seria è stato tutto un confermare la vera notizia che da ieri girava: Formigli ha intervistato Carofiglio.