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Dove saremmo oggi senza la stampa seria
Russia, Iran e Houthi, ma anche l'occidente non se la passa troppo bene: il mondo perde pezzi, meno male che ci sono Formigli e Carofiglio
18 SET 26

Foto ANSA
La Russia sempre più aggressiva, il Canada, spaventato dall’America, si appoggia alla vicina Europa anche per l’hockey sul ghiaccio, gli Houti, dicasi gli Houti, orientano benessere o malessere di occidente e oriente; la Germania tentenna, l’ex ministro Sangiuliano, nella sua nuova veste istituzionale, s’impegna sul serio a vietare le calamite (mah!) e con esse i kebab per difendere la Nazione; restiamo in attesa dell’abolizione della pizza a New York e del burrito a Los Angeles per le elezioni di mid-term.
A Milano aggrediscono l’ennesimo ebreo nell’indifferenza più benvenuta, l’Iran procede in completa tranquillità, femminile e maschile, con l’impiccagione delle ragazzine che amano la musica. Dal trampolino più alto della cultura italiana ci si riproduce ogni giorno nel tuffo carpiato al centro della Cloaca Maxima per inebriare il mondo con le essenze di Naza. A parte questo, sulla stampa seria è stato tutto un confermare la vera notizia che da ieri girava: Formigli ha intervistato Carofiglio.
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E' nato a Genova il 18 luglio 1947. E’ giornalista di Panorama, collabora con Il Foglio. Suo papà era di sinistra, sua mamma di sinistra, suo fratello è di sinistra, sua moglie è di sinistra, suo figlio è di sinistra, sua nuora è di sinistra, i suoi consuoceri sono di sinistra, i cognati tutti di sinistra, di sinistra anche la ex cognata. Qualcosa doveva pur fare. Punta sulla nipotina, per ora in casa gli ripetono di continuo che ha torto. Aggiungono, ogni tanto, che è pure prepotente. Il prepotente desiderava tanto un cane. Ha avuto due gatti.
