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Vannacci e il sogno del cretinetti
4 SET 26

Foto ANSA
E Vannacci dichiara che entra in politica. E Vannacci dichiara che la Lega è l’unità della Nazione. E Vannacci dice infatti che la Lega fa per lui. E Vannacci assicura che la Lega non gli è più adatta. E dichiara che allora dalla Lega se ne andrebbe. Poi dichiara che allora non se ne va. Quindi che resterebbe, solo a certe condizioni. E ne aggiunge tante da farsi chiedere se nell’Esercito insegnino a sparare o a sparlare. Ma passi. Poi arriva il Vannacci civile con la testa a triangolo.
Un ragionatore riconosciuto duro, ma lucido, stimatissimo da Svongolo, l’ottavo nano allievo di Defeliciolo. Costui ha un giornale. E anche ieri ci ha scritto addosso: “Quando una o più potenze s’infischiano delle conseguenze dei propri atti sulle altre, scoppiano le guerre mondiali. Se finora la Russia ha reagito alla nostra guerra non dichiarata con qualche drone senza morti, né feriti, né danni (Lipsia ndr), è una buona notizia. Poteva farci esplodere un paio di gasdotti, per dire”. E far passare il segno al sogno del cretinetti, per aggiungere.
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E' nato a Genova il 18 luglio 1947. E’ giornalista di Panorama, collabora con Il Foglio. Suo papà era di sinistra, sua mamma di sinistra, suo fratello è di sinistra, sua moglie è di sinistra, suo figlio è di sinistra, sua nuora è di sinistra, i suoi consuoceri sono di sinistra, i cognati tutti di sinistra, di sinistra anche la ex cognata. Qualcosa doveva pur fare. Punta sulla nipotina, per ora in casa gli ripetono di continuo che ha torto. Aggiungono, ogni tanto, che è pure prepotente. Il prepotente desiderava tanto un cane. Ha avuto due gatti.
