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La prossima barzelletta cristiana sugli ebrei
Riapre Hormuz, il petrolio cala, una luce s’intravvede, ma questi genocidi non mollano e vogliono continuare a bombardare più di Trump?
16 GIU 26

Foto Ansa
Tel Aviv, due uomini leggono un manifesto antisemita, uno chiede all’altro: “Perché ce l'hanno tanto con noi?”. L’altro risponde: “Siamo la causa di tutti i problemi del mondo”. Il primo: “E perché ce l’hanno anche con i ciclisti?”. Il secondo: “Perché dici proprio i ciclisti?”. Il primo: “Buona domanda. Nessuno si chiede mai: e perché proprio gli ebrei?”. Bon. La vecchia barzelletta yiddish potrà sembrare ironica o no, divertente o meno, una cacata o perfino peggio. Una domanda resta: “Perché” – si sarebbe chiesto un giovane compagno occidentale ieri, ma continuerebbe a domandarsi oggi in compagnia di molto meno generosi compagni occidentali – riapre Hormuz, il petrolio cala, una luce s’intravvede, ma questi genocidi non mollano e vogliono continuare a bombardare più di Trump? Ecco. Prima che la smettano, e che vengano ammazzati tutti, potrebbe diventare la prossima barzelletta cristiana sugli ebrei.
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E' nato a Genova il 18 luglio 1947. E’ giornalista di Panorama, collabora con Il Foglio. Suo papà era di sinistra, sua mamma di sinistra, suo fratello è di sinistra, sua moglie è di sinistra, suo figlio è di sinistra, sua nuora è di sinistra, i suoi consuoceri sono di sinistra, i cognati tutti di sinistra, di sinistra anche la ex cognata. Qualcosa doveva pur fare. Punta sulla nipotina, per ora in casa gli ripetono di continuo che ha torto. Aggiungono, ogni tanto, che è pure prepotente. Il prepotente desiderava tanto un cane. Ha avuto due gatti.
