Rubriche
Andrea's version •
La sfida tra i magistrati di New York e Marco Travaglio
Lui comincerà a dire che sono dei venduti, noi, 250 milioni di dollari compresi, riponiamo piena fiducia nella magistratura americana
10 GIU 26

Foto Ansa
Così non va bene. Non si terrorizza un giornalista di grande valore, come ci insegna Paolo Mieli. Travaglio non merita di sentirsi agitata sul capo la volgare minaccia di 250 milioni di dollari a risarcimento dei signori Minetti e Cipriani, nemmeno da stabilire a Caltanissetta ma a New York. Nessuna cavalletta si ammazza in questo modo. Tifiamo per Travaglio: egli è uomo distaccato dai valori e, di più, dal denaro; ride a crepapelle di una cifra tanto alta pretesa a risarcire la semplice rovina di una famiglia. Qui siamo più pratici. Travaglio infatti, sacro diritto alla difesa, inizia a sostenere che i magistrati di New York City siano tutti figli di puttana venduti a Craxi e ai craxiani. Venduti loro, le loro figlie, le famiglie. Magari ha ragione. Laddove noi, 250 milioni di dollari compresi, riponiamo piena fiducia nella magistratura americana.
Di più su questi argomenti:
E' nato a Genova il 18 luglio 1947. E’ giornalista di Panorama, collabora con Il Foglio. Suo papà era di sinistra, sua mamma di sinistra, suo fratello è di sinistra, sua moglie è di sinistra, suo figlio è di sinistra, sua nuora è di sinistra, i suoi consuoceri sono di sinistra, i cognati tutti di sinistra, di sinistra anche la ex cognata. Qualcosa doveva pur fare. Punta sulla nipotina, per ora in casa gli ripetono di continuo che ha torto. Aggiungono, ogni tanto, che è pure prepotente. Il prepotente desiderava tanto un cane. Ha avuto due gatti.
