Sulla Giustizia siate andati dietro a Davighin invece che a Falconensky

Volete la riforma, ora. E tramite Cartabia, Dio preservi e protegga quell’onesta signora. Lasciate perdere, non avete il fisico
21 APR 22
Ultimo aggiornamento: 04:00
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LaPresse 

Ma quale riforma della Giustizia, lasciate perdere, non tenete il fisico, fate almeno il favore di non rompere le palle. Avete ciucciato a milioni, e per trent’anni, dalle turgide tette dei Michele Santoro, del Pci, del Pds, della Rai, di Mediaset, di Eugenio Scalfari, di Oscar Luigi Scalfaro e di quei sublimi pensatori che rispondono ai nomi di Gian Antonio Stella, Walter Veltroni, Michele Serra, Paolo Mieli, ma perfino Corrado Augias, quello là col ricciolino, solo per passar sopra a migliaia di altri. Vorrebbero la riforma della Giustizia, ora. Tesori. E tramite Cartabia, Dio preservi e protegga quell’onesta signora. Avrebbero potuto, volendo, dar retta al bravo Falconensky. Sembrò furbo inchiodarlo alle pareti, tutto incorniciato, per andar dietro a Davighin, quello che la Giustizia era la sua Mariupol, la sua Bucha, quello coi tank e la bomba atomica appesa come una spada sui tribunali. Povera libertà. Ma complimenti vivissimi a loro. Perché riuscirono a creare, com’è che si chiama ora? un’Operazione speciale.