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Bounty-killer, ovvero come ridurre i tempi della giustizia
Non si tocchi la prescrizione, la soluzione è velocizzare i processi: sei mesi al massimo per tre gradi di giudizio. E un cacciatore di teste indipendente

Presidio contro il blocco della prescrizione previsto dalla riforma Bonafede, a Roma nel 2020 (LaPresse) <br />
Litigano, e litigano, e litigano. Mentre la mediazione sarebbe lì, a portata di mano. Basterebbe concepirla così: la prescrizione la lasciamo com’era. Nessuno ne sfiora la validità di principio. Anzi. Ma la giustizia dev’essere più celere. Il magistrato svolge dunque il suo lavoro in totale coscienza, con la dovuta sollecitudine, per quanto senza angoscianti pressioni. Se poi in sei mesi, per un motivo o per un altro, i tre gradi di giudizio non arrivassero a conclusione, ecco allora che il magistrato, quantunque malvolentieri, dovrebbe cedere l’ultima parola a un bounty-killer indipendente.
E' nato a Genova il 18 luglio 1947. E’ giornalista di Panorama, collabora con Il Foglio. Suo papà era di sinistra, sua mamma di sinistra, suo fratello è di sinistra, sua moglie è di sinistra, suo figlio è di sinistra, sua nuora è di sinistra, i suoi consuoceri sono di sinistra, i cognati tutti di sinistra, di sinistra anche la ex cognata. Qualcosa doveva pur fare. Punta sulla nipotina, per ora in casa gli ripetono di continuo che ha torto. Aggiungono, ogni tanto, che è pure prepotente. Il prepotente desiderava tanto un cane. Ha avuto due gatti.
