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di Andrea Marcenaro

Là dove c'era Massimo Bordin

A quelli di Radio radicale, sinceramente intenzionati a rendergli l’omaggio dovuto, venne la magnifica idea di consegnare la sua mitica rassegna stampa a un tourbillon settimanale di intriganti intelligenze
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11 FEB 20
Immagine di Là dove c'era Massimo Bordin
Riassumendo: Massimo Bordin non c’era più e a quelli di Radio radicale, sinceramente intenzionati a rendergli l’omaggio dovuto, venne la magnifica idea di consegnare la sua mitica rassegna stampa a un tourbillon settimanale di intriganti intelligenze. Le quali per lo più, tesserino a parte, rivelarono di avere a che fare con Bordin quanto la Chiquita dieci e scotch di Maurizio Cattelan col Giudizio Universale di Michelangelo Buonarroti. Fortuna che questa settimana è toccata a Corradino Mineo, giornalista d’indiscutibile coerenza a cavallo dei nostri due secoli, dirigente con i fiocchi e pensatore di impervia baldanza soltanto che, ma guarda te, come lo senti ti piglia un attacco di vaginite.

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E' nato a Genova il 18 luglio 1947. E’ giornalista di Panorama, collabora con Il Foglio. Suo papà era di sinistra, sua mamma di sinistra, suo fratello è di sinistra, sua moglie è di sinistra, suo figlio è di sinistra, sua nuora è di sinistra, i suoi consuoceri sono di sinistra, i cognati tutti di sinistra, di sinistra anche la ex cognata. Qualcosa doveva pur fare. Punta sulla nipotina, per ora in casa gli ripetono di continuo che ha torto. Aggiungono, ogni tanto, che è pure prepotente. Il prepotente desiderava tanto un cane. Ha avuto due gatti.

Andrea's Version

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