Si pedonalizza una piazza e come sempre arrivano le proteste. Surreale ma vero

La riqualificazione di piazza Monteleone di Spoleto, al Fleming, prevede nuovi alberi, panchine e spazi pedonali. Ma una parte di residenti e commercianti protesta per la perdita di parcheggi e le modifiche alla viabilità. Un copione già visto in molti quartieri romani  

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(Foto Getty)

Pedonalizzare o no? Questo è il problema. Una piazza del Fleming che diventa oasi pedonale? Non sia mai! Come sempre, la prima reazione a qualsiasi cambiamento in città è sempre la stessa: vade retro. Roma città esterna assume così un significato diverso: sempre uguale a se stessa. L’ultima battaglia tra amministrazione e cittadini è sulla pedonalizzazione di piazza Monteleone di Spoleto, nel cuore della collina Fleming. La piazza negli ultimi anni viveva una situazione di assoluto degrado, pur essendo in uno dei quartieri più residenziali di Roma Nord. Un vecchio mercato simile a una baraccopoli e automobili ovunque. Ora il progetto, partito il 13 luglio, prevede la pedonalizzazione, con una nuova pavimentazione, la piantumazione di 13 alberi, la messa a bando di 7 nuovi banchi del mercato, diverse sedute e panchine. Insomma, una riqualificazione che vedrà nascere la prima piazza pedonale al Fleming, quartiere che ne è sprovvisto.
“Oltre al fattore estetico e urbanistico, sarà la prima piazza aggregativa del quartiere, dove sarà un piacere fermarsi a chiacchierare, darsi appuntamento o sedersi qualche minuto”, osserva Daniele Torquati, presidente dem del Municipio XV, che ha molto spinto per l’opera. Che, per la cronaca, ha un costo di 2 milioni e 800 mila euro per i lavori e di 200 mila euro per il progetto. Tutto bene, dunque? Ma de che. Da alcuni giorni va in scena la protesta di una parte di cittadini e negozianti che hanno addirittura chiesto lo stop del cantiere e sfocerà in un presidio, sabato mattina, su cui è saltata sopra Fratelli d’Italia che a Roma, quando c’è da dire no a qualcosa, sta sempre in prima fila. “Tutti in piazza, insieme!”, annuncia il volantino per la manifestazione del 7 novembre. “Va bene riqualificare la piazza, ma non a spese di abitanti e operatori commerciali, la sinistra deve ascoltare i cittadini, chiediamo subito un tavolo di confronto!”, si legge nell’annuncio.
Le proteste contestano una presunta diminuzione di parcheggi e, soprattutto, la chiusura al traffico delle due stradine che collegano via Bevagna con via Città della Pieve, le due strade che scorrono ai lati della piazza, che restano a scorrimento auto, esattamente come prima. Alcuni commercianti temono di perdere clienti, quando invece di solito è l’esatto contrario: sono le strade e le piazze chiuse al traffico a favorire lo shopping. “La maggior parte dei cittadini e dei negozianti sono favorevoli, ma come al solito fanno più rumore quelli che protestano”, aggiunge Torquati. L’amministrazione è pronta al confronto, ma senza tornare indietro sul progetto, al limite una delle due strade di collegamento potrebbe essere chiusa ma “carrabile”, per emergenze e scarico merci.
L’inaugurazione della nuova piazza sarà a marzo, staremo a vedere. Ma non è la prima volta che vanno in scena rivolte contro restyling urbanistici, spesso sobillate dalla politica. Nel 2013 nacquero comitati contro la pedonalizzazione dei Fori Imperiali voluta dal sindaco Ignazio Marino e ora i Fori pedonali sono tra i luoghi più affascinanti della città. Vinsero i no, invece, al Rione Monti, quando si pensò di pedonalizzare le strade principali come Via dei Serpenti e Via Urbana: il rione è rimasto com’era, aperto al traffico privato, anche se con la Ztl diurna. “I negozianti erano certi che il divieto alle auto li avrebbe penalizzati, mentre gli abitanti temevano l’effetto ‘Campo dei Fiori’, ovvero l’esplosione di bar e locali con annesse orde di giovani al bivacco”, racconta un amico residente, all’epoca favorevole alla chiusura.
Ma a scorrere le notizie degli ultimi anni, si trova di tutto e di più: cittadini contro la nuova viabilità di piazza Scotti a Monteverde; proteste (recentissime) per la pedonalizzazione di alcune strade del Villaggio Olimpico; firme contro la riqualificazione di Piazza Sempione (“fa perdere parcheggi e poi non si può spostare la statua della Madonna, è un sacrilegio!”); proteste per la pedonalizzazione di una parte di piazza Ragusa a San Giovanni, solo per citarne alcune. Per non parlare della guerra civile scoppiata sulle piste ciclabili, colpevoli di togliere qualche parcheggio e restringere carreggiate. Al Fleming non ce ne sono, sennò la battaglia sarebbe anche su quello.