Da Avs a Calenda nel nome di Gualtieri. E a Roma si sogna il “mezzo miracolo”

In vista delle amministrative del 2027, nella Capitale l'alleanza si profila elastica, e passa per il rapporto tra Conte e Gualtieri, ministro di Conte nel governo rossogiallo, e nel profilo riformista del sindaco, non respingente per renziani e calendiani

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Il sindaco di Roma Roberto Gualtieri (foto LaPresse)

Non per niente lo volevano come federatore del campo largo, il sindaco dem di Roma Roberto Gualtieri, anche se lui continua a dire che la cosa che farà è correre per il secondo mandato. E non per niente, dunque, Gualtieri corre effettivamente per il secondo mandato, ma con l’ottimismo della realtà che vede, a Roma — e in controtendenza rispetto al livello nazionale — un campo larghissimo comporsi attorno alla prospettiva che avranno i partecipanti di tornare (o arrivare) a far parte della maggioranza capitolina nel 2027. E dunque nella capitale sta accadendo quello che a livello nazionale pare un miraggio: il Pd che si mette d’accordo con il M5s, senza gara preventiva all’ultimo elettore e nella città che ha avuto come sindaca la grillina d’antan Virginia Raggi (oggi pronta per il balzo in Parlamento) e avvia il cosiddetto “dialogo programmatico” con il leader di Azione Carlo Calenda (nel senso che Calenda, su alcuni temi – dai trasporti alla questione Roma Capitale – è disponibile al confronto, pur restando in una posizione di opposizione costruttiva). Con i Cinque Stelle, con cui a livello tematico Gualtieri ha trovato negli anni passati non pochi muri e muretti (vedi alla voce termovalorizzatore, nuovo stadio della Roma, edilizia), il “mezzo miracolo”, come lo chiama un esponente del campo largo locale, ha a che fare non soltanto con il depotenziamento della ribelle Raggi attraverso il graduale inserimento nella prospettiva parlamentare, ma anche con il rapporto tra Conte e Gualtieri (ex ministro nel Conte II). Anche se per l’allargamento il punto decisivo è il profilo riformista del sindaco (non respingente, insomma, agli occhi dei renziani e calendiani). Viene quindi dato per certo che possano entrare in giunta, nel 2027, esponenti a Cinque Stelle. Non per niente il sindaco, un paio di settimane fa, aveva incontrato i portavoce dei partiti alleati, a monte dell’interlocuzione più diretta con il M5s: al tavolo con Gualtieri sedevano, tra gli altri, Enzo Foschi per il Pd, Valerio Zaratti per Europa Verde, Luciano Nobili e Marco Cappa per Italia Viva, Giorgio Trabucco per Progetto Civico Italia e Andrea Silvestrini per il Psi. Uscendo dall’incontro, dal Campidoglio era uscito questo commento: “Incontro positivo e costruttivo”. Qualche giorno fa è stata la volta di Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, giunti in Campidoglio per un focus programmatico sulle politiche sociali nei quartieri, e per controbilanciare a sinistra l’alleanza elastica lanciata verso il primo turno.