Dal Campidoglio e dalla regione Lazio, ecco gli aspiranti onorevoli

Da Raggi a Righini fino a Leodori e Valeriani: chi punta a un seggio in Parlamento la prossima legislatura. Una certezza: nelle liste dem ci sarà Marta Bonafoni
22 OTT 26
Immagine di Dal Campidoglio e dalla regione Lazio, ecco gli aspiranti onorevoli

In caso di election day gli assessori che sognano il Parlamento dovranno scegliere

Virginia Raggi, Giancarlo Righini, Roberta Angelilli, Mario Ciarla, Daniele Leodori e Massimiliano Valeriani. Ma anche qualche assessore in Campidoglio. L’elenco è lungo, e destinato ad allungarsi. La nuova legge elettorale per il Parlamento ha reintrodotto, seppur in modo parziale, il meccanismo delle preferenze. Normale dunque che chi oggi siede in Consiglio regionale o in Assemblea capitolina ed è forte di un nutrito pacchetto di voti possa aspirare al salto a Montecitorio o Palazzo Madama in uno dei sette collegi plurinominali del Lazio (cinuqe alla Camera e due al Senato).
Il numero preciso di seggi per collegio sarà stabilito prossimamente, non è ancora chiaro infatti da quali collegi di tutta Italia saranno sottratti i 70 scranni a Montecitorio e i 35 a Palazzo Madama che andranno a comporre il premio di maggioranza. Cambierà qualcosa, ma non tantissimo. E dunque, stando agli attuali sondaggi, alcune cose è già possibile dirle. Una innanzitutto: solo Pd e Fratelli d’Italia avranno la forza elettorale di eleggere sicuramente candidati dal listino delle preferenze, mentre gli altri partiti eleggeranno, al più, un parlamentare per collegio, e cioè il capolista predeterminato dalle segreterie. Attraverso il premio e le candidature plurime, però, non è escluso che anche i candidati di questi partiti possano giocarsi qualche seggio attraverso le preferenze.
Per FdI e Pd comunque vale questo ragionamento. In caso di vittoria del centrodestra, FdI confermerà i suoi attuali 20 parlamentari laziali, lo stesso varrà anche per i circa 10 del Pd. Se invece a vincere fosse il campo largo, i Fratelli si troverebbero con meno parlamentari di oggi, i dem, invece, con 4-5 eletti in più. Nel Pd, certi di riconferma ci sono solo i deputati Claudio Mancini e Michela Di Biase. Ai quali va aggiunta la coordinatrice dem (e fedelissima della segretaria Elly Schlein) Marta Bonafoni, oggi consigliera regionale. Sarà probabilmente capolista in uno dei collegi di Roma a Montecitorio. Gli altri potranno cercare la riconferma con le preferenze, e qui dovranno vedersela con almeno tre consiglieri regionali che sognano il salto: l’ex vicepresidente della Regione Daniele Leodori (di AreaDem), Massimiliano Valeriani, anche lui ex assessore di Zingaretti, e Mario Ciarla, molto vicino a Goffredo Bettini. Anche alcuni assessori, si dice, potrebbero voler tentare il salto. Ma qui a complicare il quadro c’è l’ipotesi dell’election day. Se si votasse insieme alle comunali sarebbe impossibile partecipare a entrambe le consultazioni. Insomma, gli assessori dovranno scegliere: o il Campidoglio o il Parlamento. Un discorso che potrebbe valere anche per una delle potenziali candidate sindaco del centrodestra, Roberta Angelilli, attualmente vicepresidente della Regione. In caso di voto differito (con amministrative in primavera e politiche in autunno), dopo un’eventuale sconfitta, potrebbe cercare uno scranno in Parlamento, ma se il voto fosse contestuale? Non sembra un caso insomma che ieri FdI abbia fatto filtrare che la decisione finale sul candidato sarà annunciata a dicembre, durante Atreju. Lei o Rampelli? Il vicepresidente della Camera sarebbe disposto a rinunciare al suo seggio pur di correre da candidato sindaco? Ma in regione c’è anche un altro recordman di voti di FdI, l’attuale assessore al Bilancio Giancarlo Richgini, che nel 2023 prese 38 mila preferenze. Per lui la possibilità di correre c’è senza’altro, anche non da capolista.
Interessante anche la situazione nel Movimento 5 stelle. La principale incognita riguarda l’unica persona attualmente in Assemblea capitolina in grado di raccogliere preferenze: l’ex sindaca Virginia Raggi. Salvo capilista plurimi o capilista che saltano perché scattano nel premio di maggioranza, però, è improbabile che il partito di Conte possa eleggere qualcuno con le preferenze. Per questo, quella dell’ex sindaca è comunque una trattativa con Via di Campo Marzio. Non è un segreto che quando si tratti di questioni romane Giuseppe Conte preferisca parlare con un’altra consigliera capitolina, la capogruppo in Aula Giulio Cesare Linda Meleo, la più votata dei 5 stelle alle elezioni del 2021. Si dice che anche a quest’ultima non dispiacerebbe affatto il grande salto.