Carocci non si candida, ma scrive un racconto-programma

Il presidente della Fondazione Piccolo America ha presentato il suo personale manifesto che assomiglia a una road-map per una città immaginaria (che però parla molto a Roma e di Roma). Il tour delle librerie è appena iniziato

15 OTT 26
Ultimo aggiornamento: 13:34
Immagine di Carocci non si candida, ma scrive un racconto-programma
Un racconto personale, ma personale in senso molto politico: lo ha appena pubblicato Valerio Carocci, presidente della Fondazione Piccolo America, all’interno della rivista-libro “Barrio n7, Cosa nostra?” (Bibliotheka edizioni). E lo ha presentato venerdì scorso alla libreria Giufà, nel cuore di San Lorenzo. Il racconto è, di fatto, un programma politico, anche se Carocci ha detto di non voler più mettere in piedi la lista civica (alternativa allo schieramento che sostiene il sindaco dem Roberto Gualtieri) che, nel cuore dell’estate, si era fatta quasi realtà, al punto da essere sulla soglia della raccolta firme.
Il racconto-programma è una road-map per una “città immaginaria” (che però parla molto a Roma e di Roma), disegnata a partire da una Parigi in cui i “terzi luoghi” tra casa e lavoro, si legge, “offrono un ambiente neutro e accessibile in cui le persone di diverse origini sociali, culturali ed economiche possano incontrarsi, collaborare e costruire relazioni”. Dentro c’è tutto il percorso del Piccolo America: in ordine non temporale, lo scontro sull’ex Metropolitan e sulla riconversione di altre sale cinematografiche, il cinema in piazza, il tema abitativo, il modello Troisi, il Tar, la battaglia per le aule studio, la legge per “la buona notte” (locali sicuri e insonorizzati). Il tour per librerie del racconto è appena cominciato (ma Carocci ribadisce: non si candida).