Roma Capoccia
Bombe a Roma est. Gualtieri si allarma, la polizia indaga, domani un corteo
Negli ultimi quaranta giorni, nel quadrante est della Capitale c'è stata una decina di esplosioni, tutte nelle ore notturne, con bombe carta davanti a negozi, locali, abitazioni e autovetture. Un nuovo modus operandi di cui però ancora si sa poco
8 OTT 26

Foto Ansa
L’appuntamento è per domani sera, alle 18, in piazza Don Bosco, dove si svolgerà una manifestazione di cittadini organizzata da associazioni e comitati di quartiere contro la criminalità nel quadrante est della Capitale, che negli ultimi quaranta giorni si è resa protagonista di una decina esplosioni in città, tutte nelle ore notturne, con bombe carta davanti a negozi, locali, abitazioni e autovetture. Senza troppo esagerare, si può dire che un pezzo di città sembra diventata simile a Beirut, con bombe carta che stanno mettendo a ferro e fuoco interi quartieri e spaventano i cittadini. Un nuovo modus operandi di cui però ancora si sa poco. Per ora gli inquirenti hanno ipotizzato la stessa firma in sole 3 esplosioni, con ordigni realizzati allo stesso modo. “Ma bomba o non bomba, arriveremo a Roma…”, cantava Antonello Venditti.
A Roma le bombe ci sono già, ma solo ora la città inizia ad accorgersene. Finora nelle cronache le esplosioni erano relegate in qualche trafiletto e solo da alcuni giorni hanno conquistato titoli più eclatanti, tanto da indurre Roberto Gualtieri a parlarne. “Mi sono confrontato col prefetto Lamberto Giannini che sta seguendo la situazione col massimo impegno. Il contesto appare di natura criminale, anche in relazione ad alcuni recenti risultati ottenuti nell’attività di contrasto ad attività malavitose”, ha spiegato il sindaco. L’ultimo botto è accaduto tre notti fa a San Basilio, in via Filottrano, dove un ordigno è esploso di fronte all’androne di uno stabile, con gli abitanti che si sono precipitati in strada. Domenica sera, invece, un ordigno è stato lanciato contro una sala slot nel quartiere Alessandrino gestita da un 52enne con precedenti per droga. Poi nei giorni scorsi è stata distrutta un’enoteca in zona Don Bosco. Tra gli altri episodi, una bomba contro la Costantino Rent Cars, autonoleggio alla Borghesiana dei fratelli Costantino, che nel 2021 erano sfuggiti a un agguato organizzato da Giuseppe Molisso e Raoul Calderon, due nomi ben noti della malavita romana. In agosto, invece, due bombe carta hanno distrutto la Travis Car di Manuel Sammarco, noto pusher del Quarticciolo, mentre altre quattro sono esplose tra Torre Maura, Tor Bella Monaca e il Tuscolano.
A essere colpito è dunque il quadrante est della città, compresa San Basilio, ormai considerata una delle piazze di spaccio più grandi d’Europa. E se qualcuno tira in ballo una guerra tra bande o addirittura avvertimenti ad opera di Michele Senese – ora in carcere con una condanna all’ergastolo - a ben guardare gli episodi sembrano sganciati tra loro, anche se gli investigatori non escludono che vi possa essere un’unica mano che agisce per il controllo del territorio. “Ai cronisti romani negli ultimi anni piace raccontare la città come fosse la provincia di Napoli, Palermo o Trapani, divisa in zone dominate da clan diversi che si fanno la guerra e guai se uno sconfina in territorio nemico. Ma a Roma non è mai stato così e non lo è nemmeno adesso. La malavita romana è divisa in piccoli clan o batterie che si aggregano o disaggregano secondo la convenienza del momento, non ci sono organizzazioni così ramificate”, osserva Massimo Lugli, grande cronista di nera e scrittore, ex Repubblica. “Queste bombe carta mi fanno pensare più a fenomeni di usura o a ripicche e avvertimenti tra spacciatori, ci andrei cauto a vederle come guerra tra bande per il controllo del territorio…”, aggiunge Lugli.
Sugli episodi in zona Don Bosco (davanti alla basilica nell’agosto 2015 andò in scena il corteo funebre di Vittorio Casamonica, con tanto di carrozza trainata da cavalli sulle note del Padrino) è stata presentata un’interrogazione del deputato dem romano Roberto Morassut, che chiede l’intervento del ministro Piantedosi. Gli episodi citati sono una molotov ad aprile contro un circolo ultras, una bomba carta il 12 luglio contro uno stabile, un altro ordigno il 3 agosto davanti a un palazzo fino alla bomba carta del 4 ottobre contro l’enoteca in via Calpurnio Fiamma. “Sequenza inquietante di esplosioni, occorre fare piena luce”, dicono i rappresentanti di Italia Viva in città, annunciando la loro partecipazione alla manifestazione di domani in piazza San Giovanni Bosco. Insomma, un pezzo di città esplode e finalmente qualcuno inizia ad accorgersene.