Olimpico, Pietralata e Flaminio: una città, tre stadi

Due giorni fa la presentazione dei lavori all’Olimpico per Euro 2032, ma senza Lazio e Roma che cosa ne sarà dello stadio? Prospettive, nella testa del Coni, grandiose
7 OTT 26
Ultimo aggiornamento: 21:25
Immagine di Olimpico, Pietralata e Flaminio: una città, tre stadi

L’intervento sull’Olimpico riguarderà soprattutto i servizi di accoglienza (Foto Ansa)

Potrebbe sembrare paradossale. Lo stadio della Roma a Pietralata si farà. Ormai è una certezza: a fine settembre la conferenza dei servizi decisoria sull’impianto ha dato il suo via libera definitivo. Adesso l’obiettivo è iniziare i lavori per primavera 2027. Anche per il Flaminio partirà presto l’iter politico amministrativo che ne potrebbe fare davvero, tra qualche anno, l’ipotetica nuova casa dei biancocelesti della S.S. Lazio. In questo caso il condizionale è d’obbligo, ma l’impegno del club, come quello del Campidoglio, non mancano. Perché mai, dunque, Sport e Salute ha annunciato proprio ora che anche lo stadio Olimpico si rifarà il look? Centocinquanta milioni di euro di intervento con un obiettivo: adeguare l’impianto alla finale di Euro 2032, il campionato europeo di calcio che l’Italia organizzerà insieme alla Turchia. Benissimo, ma una volta giocato quel match che ci farà la città con tutti questi stadi? Che ne sarà dell’Olimpico quando la Roma si trasferirà a Pietralata e, poco più tardi, anche la Lazio potrebbe lasciare l’impianto in favore del vicino Flaminio? Sul campo non si giocheranno più la Serie A, la Coppa Italia e le coppe europee, e a Sport e salute mancheranno circa 6,5 milioni di euro l’anno garantiti dagli introiti versati per l’affitto dello stadio dai due club capitolini, di fatto un terzo dei ricavi. Non sembra un caso insomma che i lavori da 150 milioni di euro per Euro 2032 annunciati due giorni fa abbiano tracciato la rotta di uno stadio che offra “un modello di business che sia attivo 365 giorni l’anno”, in modo da avere “una struttura moderna, tecnologica, sostenibile e capace di generare valore dal 1 gennaio al 31 dicembre”.
Insomma, par di capire, i soldi andranno trovati altrove. Ci saranno i concerti ovviamente – quest’anno i lavori partiranno proprio terminate le tre attesissime date di Oasis e Vasco Rossi –, il rugby (il Sei nazioni), l’atletica (su cui pesa però ancora la dolorosa esclusione di Roma dalla corsa ai mondiali 2029 e 2031, un vero smacco) ma anche l’ipotesi che l’Olimpico diventi un punto di riferimento per la Nazionale. “Vogliamo un Olimpico capace di attrarre sempre di più i grandi eventi internazionali – ha spiegato due giorni fa Diego Nepi Molineris, ad di Sport e Salute – che diventi un motore permanente per lo sport, per l’Italia e per Roma. Perché il nuovo Olimpico non sarà semplicemente uno stadio: sarà il grande palcoscenico internazionale dello sport italiano”.
E infatti, i fondi stanziati per il restyling solo in piccola parte riguarderanno l’adeguamento dei posti a sedere in vista dell’Europeo (ricordiamo che l’impianto è già stato ammodernato per i mondiali del ’90 e anche con più recenti lavori nel 2007). L’Olimpico già conta su quasi 70 mila spettatori effettivi, dopo l’intervento questo numero sarà di poco superato. Un’inezia insomma, che infatti consentirà di fare i lavori senza interferire sulle partite di Roma e Lazio. I cantieri invece serviranno per installare nuovi maxi schermi e, soprattutto, migliorare le aree accoglienza (premium e corporate) e tutte le zone servizi collaterali all’impianto, a partire dalle aree bar. Un cantiere utile a rendere lo stadio un impianto più adatto possibile a ospitare ogni genere di evento, non solo e non tanto le partite di pallone.
La speranza dei vertici di Sport e Salute è quella di realizzare nel centro di Roma qualcosa di molto simile a quello che accade a Saint Denis a Parigi o al Queen Elizabeth II Olympic Park di Londra. L’Olimpico infatti è perfettamente integrato con il resto del Foro italico, dal centrale del tennis, allo stadio dei marmi, fino alle piscine. L’eredità delle nostre ormai lontane nel tempo Olimpiadi. Inoltre dal 2036 dovrebbe arrivare a poca distanza dall’impianto – con la stazione Farnesina – anche la metro C.